Il chroma key è una delle tecniche più utilizzate nel cinema, nell’animazione e nella fotografia, anche nelle scene in cui ce l’aspetteremmo.
La potenza delle nuove tecnologie di rendering digitale permette di creare delle ambientazioni, aggiungere e rimuovere elementi della scena, in modo verosimile e realistico. Con il green screen, e il blue screen, possiamo immergere i nostri protagonisti in questi nuovi ambienti, o farli voltare verso orizzonti creati dal nulla. Da una parte permette di abbattere i costi di produzione e di accorciare i tempi, dall’altra di esprimere in maniera più libera la propria creatività.

Il primo utilizzo nella storia a creare qualcosa di simile George Méliès, nel suo “L’homme à la tête en caoutchouc”. L’espediente utilizzato da Méliès non era certo un chroma key come lo conosciamo oggi, ma una sorta di doppia esposizione. Grazie a delle sagome poste davanti all’obiettivo vengono impresse zone diverse della pellicola a ogni ripresa. Qui, ad esempio, sono state effettuate due riprese. La prima per l’ambientazione esterno, la seconda per il volto centrale. Nella prima lo spazio centrale è coperto con una sagoma posta davanti all’obiettivo, in questo modo quella zona di pellicola non ha impresso alcuna immagine. La seconda ripresa al contrario è realizzata coprendo con una sagoma la parte di obiettivo che andava ad imprimere la scena intorno, e riprendendo quel faccione. Viene quindi impresso nella zona di pellicola lasciata “vuota”, e nelle restanti zone non viene sovrimpresso nulla.

Frammento da “L’homme à la tête en caoutchouc”, di George Méliès

In questo articolo vedremo come realizzare il chroma key, green screen o blue screen, e quale è la scelta migliore dei due.

A cosa serve il chroma key?

Vi è mai capitato di essere assaliti dal desiderio di spedire tutti i vostri “attori cani” nello spazio? O di prendervi una vacanza alle hawaii? Bene, grazie al chroma key è possibile!

Il chroma key, che si può tradurre in italiano con intarsio a chiave colore,ci permette di avere uno sfondo uniforme per le nostre riprese. In questo modo possiamo utilizzare il nostro software di editing per renderlo trasparente, e sostituirlo con ciò che desideriamo. Di fatto quindi possiamo creare un intarsio in base al colore chiave.

Vediamo come realizzare correttamente il green screen, blue screen o chroma key.

Perché è verde (green screen) o blu (blue screen)?

Immaginiamo di voler realizzare una ripresa in cui poi cambiare lo sfondo con uno digitale, una foto, o un altro video. Cosa accadrebbe se avessimo uno sfondo, ad esempio, arancione? Nel momento in cui decidessimo di rendere il nostro sfondo trasparente, scomparirebbe anche il nostro protagonista (in alcuni casi certo può essere utile!). Occorre dunque utilizzare un colore diametralmente opposto a quello della pelle e dei capelli. Ecco che il blu, e il verde, due colori che non compaiono mai nell’essere umano in situazioni normali, rappresentano la scelta migliore.

Ruota dei colori che mostra perché il verde e il blu sono tonalità distanti dal colore della pelle umana
Se abbiamo una base di teoria dei colori, la posizione dell’arancione (il colore della pelle), del verde e del blu sulla ruota dei colori ci fa comprendere perché sono toni così distanti.

Per lo stesso motivo per realizzare il green screen o blue screen è fondamentale non utilizzare abiti, o oggetti, dello stesso colore dello sfondo, con il rischio altrimenti di finire così. Come vediamo, la presentatrice indossava sicuramente un abito verde dello stesso colore del green screen, e coperta anche lei dall’immagine sottostante.

Green screen (fondo verde) o blue screen (fondo blu), quale scegliere?

Prima di tutto un po di storia e un po di tecnicismi.

Quando si utilizzavano pellicole a nitrati di argento, si è notata la loro sensibilità al colore blu. Le macchine digitali, invece, sono più sensibili al colore verde.
Maggiore sensibilità significa che questi colori vengono impressi o ripresi in modo più vivido e luminoso.
Oltre al colore abbiamo in questo modo anche una differenza naturale di luminosità tra soggetto e sfondo, inoltre la luminosità riduce eventuali imperfezioni e disomogeneità. Questo facilita il lavoro del software nel riconoscere il nostro sfondo.

Oggi è diventata una scelta da compiere in base al risultato finale.

Se lo sfondo da inserire è scuro, si utilizza il blue screen, se è chiaro e brillante, si utilizzare il green screen.
Il green screen, rispetto al blue screen, riflette molta più luce, portando sul nostro soggetto una visibile sfumatura verde. Immergendo il nostro protagonista in una scena diurna e luminosa, è quasi impercettibile. In una scena buia invece rischia di diventare visibile.
Inoltre rischiamo di creare degli artefatti ai bordi del soggetto, ma ce lo spiega perfettamente il nostro amico Andrey Lebrov nel suo video.

Green screen

Pro

  • facilita la selezione nelle riprese digitali
  • richiede meno luce
  • utile per le scene diurne o luminose

Contro

  • artefatti nei bordi dei dettagli
  • può essere difficile utilizzarle se il nostro protagonista ha i capelli biondi
  • riflette molte luce verde

Blue screen

Pro

  • utile nelle scene buie
  • riflette meno, lasciando la luce del nostro set neutra

Contro

  • richiede più luce
  • è un colore comune per gli abiti

Come illuminare il chroma key?

L’illuminazione deve essere omogenea in ogni punto, in modo tale da rendere il chroma key privo di imperfezioni. Se illuminiamo il nostro soggetto e la sua ombra viene proiettata sul panello, il valore cromatico in quella zona è differente.
Per questo motivo vengo utilizzate almeno quattro luci: una principale e una controluce per il soggetto, due laterali per il fondale per cancellare le ombre e per illuminare il pannello in modo identico dai due lati.

Possiamo utilizzare anche solo tre luci, avendone solo una centrale sul green screen, ma potrebbe non essere sufficiente.

Schema di illuminazione del chroma key, o green screen

Dove viene utilizzato?

È utilizzato nel cinema per creare delle ambientazioni, che possono essere tridimensionali e ruotare insieme ai movimenti di camera, o possono essere dei video utilizzati come sfondo. Al giorno d’oggi invece molte scene, non solo quelle surreali, sono girate con il green screen sofisticati ed elaborati: enorme stanze tinte di verde, con oggetti, ostacoli, con cui gli attori interagiscono e che vengono successivamente sostituiti da ambienti virtuali.

Basta far correre i nostri attori su dei tapis roulant con l’espressione seria e virile, per creare una carica da battaglia in stile Avengers.

Scena di green screen tratta da avengers

Recentemente è utilizzato nel gaming, per i vlog, o per le videochat. Piattaforme come zoom, o skype, permetto facilmente di modificare lo sfondo del soggetto. L’algoritmo in questo caso però fa una separazione tra il soggetto che è in movimento, e lo sfondo che dovrebbe essere invece statico. Tutto ciò che è fermo, viene reso trasparente.

Non solo nei video, ma anche nelle foto è ampiamente diffuso. Supponiamo di dover fotografare un prodotto, e che il cliente voglia inserirlo in un’ambientazione precisa, voglia uno sfondo con i fuori d’artificio, o semplicemente voglia un colore neutro da decidere in seguito. Con il chroma key è facilmente realizzabile. Sarebbe possibile scontornare a mano i nostri soggetti, ma così diventa molto più semplice!

Fino ad ora abbiamo parlato di riprese statiche, ma se volessi uno sfondo che si muova con i movimenti di camera? Si utilizzano per questo dei marcatori sui pannelli, che permettono al software di comprendere i movimenti nello spazio e muovere il nostro sfondo tridimensionale in modo coerente. Le X o gli altri simboli che vediamo sui pannelli green screen, servono a questo.

Per comprendere bene, vediamo i migliori VFX che utilizzano il chroma key.

Se invece vogliamo rimuovere un elemento della scena, come ad esempio mostrare un uomo senza testa, o una testa senza corpo? Facile, e non grazie a un’ascia!
In questo caso l’oggetto, il corpo o la testa, vengono ricoperti di verde o di blu in base alla scena, e successivamente resa trasparente. Tuttavia dobbiamo ricordare che ci occorre anche una ripresa dello sfondo senza alcun oggetto. In questo modo, al posto dell’oggetto che stiamo eliminando, verrà sostituito il frammento di sfondo della ripresa senza attori.

Se ricordate la scena del cavaliere senza senza del “Mistero di Sleepy Hollow”, sapete di cosa sto parlando.

Come realizzare correttamente il green screen o blue screen in Premiere, Final Cut, After Effects?

Vediamo ora la post-produzione, come realizzare questa tecnica nei programmi più diffusi di editing: Premiere, Final Cut e After Effects.

Non c’è una funzione apposita, ma viene realizzato con la trasparenza colore.

Premiere e After Effects

Final Cut

Vediamo ora, sempre grazie al supporto dei nostri amici, come realizzarlo in Final Cut.

Quale comprare?

Qualunque chroma key, green screen o blue screen avrà lo stesso identico risultato. Sono tutti pannelli del medesimo colore. Quello che farà la differenza sarà sia la nostra creatività, ma soprattutto l’esperienza con cui gestiremo le luci e la post-produzione.

Per i più avventurosi esistono soluzioni low-cost, economiche e da auto-costruire. Sarà sicuramente più divertente! Abbiamo scelto per voi il tutorial più interessante a riguardo, che potete approfondire cliccando qui.

Esistono inoltre delle tute di colore verde con cui possiamo andare a un party a tema, semmai esistano party a tema green screen, oppure possiamo rendere trasparente chi la indossa. Diventa utile nel caso in cui, ad esempio, vogliamo far muovere un oggetto nello spazio. I nostri assistenti possono indossare la tuta, sempre su un green screen come sfondo, e muovere l’oggetto o le persone nello spazio. Quando cancelliamo il nostro sfondo, vengono eliminati anche gli assistenti, lasciando solo i nostri oggetti in movimento.

In alternativa potete comprare un abito in pieno stile Regina Elisabetta, con il suo verde Pantone 354.