Il sound design è esattamente la progettazione del suono, o l’arte di raccontare tramite i suoni. L’ambiente, ciò che accade, come accade, va tutto a fornirci importanti informazioni su ciò che non vediamo. Può essere una lavoro didascalico, che riporta i suoni realistico, così come può trascendere la tecnica per fornirci informazioni più sottili, o indurci stati d’animo, pensieri e sensazioni diverse, o raccontare del tutto un’altra storia.

Il suono può raccontare forse più efficacemente di un’immagine, perché arriva direttamente, e senza alcun filtro, alle nostre emozioni più profonde, riuscendo a mostrare l’intimità e il contenuto non manifesto di una scena. In altre parole, il contenuto e il risultato emotivo del suono, ha la priorità sulla tecnica o sulla veridicità. Ad esempio in Top Gun: il suono degli aerei, che avrebbe potuto tranquillamente essere realizzato registrando suoni di jet, è in realtà un miscuglio di ruggiti feroci di animali selvatici. La “ferocia” che doveva esprimere l’aereo, ha la priorità sull’avere l’esatto suono di un jet.

Non ci credete ? Per capire cos’è, provate questi esperimenti di sound design fatti in casa

Un esperimento pe capire cos’è il sound design, e che impatto ha, è questo: prendete una scena intensa, ad esempio la scena di un film horror. Poi riguardatela, ma togliendo l’audio, e ancora una volta togliendo il video e lasciando solo il suono. In quale delle due prove avete avvertito più intensità, più terrore ? Il suono può funzionare come arte a se stante, trasmetterci ogni sorta di emozioni e raccontarci anche una storia, il video senza il sound design perde gran parte della sua efficacia.Un’altra prova è quella di cambiare la colonna sonora di una stessa scena. Avere un differente substrato musicale, muta del tutto la nostra prospettiva su ciò che vediamo. Al contrario, applicare la medesima musica, o lo stesso sound design, a differenti scene, tende a farle somigliare come mood di fondo.

Persino il pirata più amato del millennio può apparire differente ai nostri occhi, se viene accompagnato da un differente ambiente sonoro.

 

Dove si utilizza il sound design e si crea un suono da Oscar

La risposta è: OVUNQUE. Nei videogiochi, nel cinema, persino nella melodia del vostro ascensore. Quando arriva la notifica di un messaggio, quando accendiamo la nostra auto o citofoniamo. Tutto ha un suono, e ogni suono è creato in modo tale da trasmettere un preciso messaggio.

Come si realizza il sound design

Innanzitutto vi è una fase di ideazione: cosa voglio raccontare ? come, e perché ? Il sound design per metà è progettazione.
Come abbiamo detto questa fase è fondamentale per indirizzare il nostro pubblico nella giusta direzione.
Si decide tra un sound design didascalico, o uno ironico, astratto o che ha vuole ottenere un risultato particolare.

Sapete come è realizzato il ruggito dei dinosauri in Jurassic Park? Ne parliamo giù, ma vi do un’anticipazione: non era sicuramente il ruggito di un vero dinosauro ! Sarebbe stato molto difficile da registrare. Un esempio che dimostra come ricreare, anche sovrapponendo suoni diversi e inimmaginabili, guidati solo dalla nostra creatività e sensibilità, qualcosa che non conosciamo.

In base a quanto è stato deciso in questa fase, si procede nella registrazione dei suoni e nella loro elaborazione, e qui entra in gioco anche la tecnica.
Ci sono molti strumenti, che vanno dalle DAW di editing sonoro, a strumenti musicali o microfoni particolari. Per Gravity ad esempio sono stati utilizzati dei microfoni a contatto e subacquei per registrare il suono.

Gli strumenti a disposizione sono:

Effetti

L’effettistica, come equalizzatori, distorsioni (che personalmente amo), compressori, riverberi, sono utili per incidere qualitativamente sul suono e sulla sua timbrica.
Il banale suono di pioggia può cambiare di molto il senso della nostra scena, se viene filtrato o distorto !

Oppure un riverbero, può darci l’idea di qualcosa di distante, o molto vicino, di uno spazio immenso o claustrofobico.

DAW

La DAW, cioè i software di editing, sono l’ambiente entro cui lavoriamo, sono software in digitale. I più utilizzati in ambito professionale sono Pro Tools, Cubase, Nuendo. Anche Reaper, seppure meno conosciuto, è uno strumento molto potente.
Oltre a montare tutta la nostra traccia di sound design, ci permette di creare inviluppi, modificare il volume, far riprodurre un suono all’indietro, modificarne il pitch, o tono. Tutto nella nostra DAW !

Microfoni

Oltre ai microfoni comuni, con le loro caratteristiche peculiari: diagramma polare, tecnologia utilizzata, qualità dei componenti, abbiamo dei microfoni che ci permettono di ottenere effetti molto particolari. Ci sono ad esempio i microfoni a contatto, che registrano non il suono nell’aria, ma quello trasmesso attraverso una superficie solida.
O ancora i microfoni subacquei che registrano, come si intuisce, il suono trasmesso sott’acqua.

Non solo, anche il loro posizionamento è fondamentale. La scelta del luogo dove registrare, la distanza e l’angolazione del microfono, sono tutti elementi che incidono sul contenuto timbrico, e quindi sul contenuto semantico o emotivo, del nostro suono.

Questo ci porta anche al concetto di Field Recording, cioè la registrazione di suoni di ambienti da applicare alla nostra scena. Ogni ambiente “suona” a suo modo, anche quando non ce ne accorgiamo !

Sintesi

I sintetizzatori e le tecniche di sintesi sono decisamente gli strumenti più utilizzati, insieme al campionamento, per creare il nostro ambiente sonoro.
Permettono di creare (quasi) esattamente ogni sorta di suono che abbiamo in mente.

Ancora in Gravity, o in Blade Runner (la versione originale del 1982), fanno dei sintetizzatori una delle sorgenti fondamentale del suono che sentiamo. In Gravity sono suoni di effetto, in Blade Runner invece creano uno strato musicale che grazie alla sua timbrica, alla sua composizione, donano un senso di solitudine e di malinconia perfettamente in linea con la trama intima dei personaggi.

Campionamento

Nella registrazione dei suoni, invece, si utilizza di TUTTO. Frutta, verdura, oggetti quotidiani. L’obiettivo è sempre creare un suono si verosimile, ma che abbia qualcosa in più, che gli dia una caratteristica peculiare in base al senso che scegliamo di dare al film o alla scena. Sono i foley artist che lavorano senza sosta spaccando cocomeri e brandendo spade che creano per voi quasi tutti i suoni che sentite nei vostri film preferiti.

Sound Design vs Sound Mixing

Se non fosse abbastanza chiaro fin’ora, facciamo una precisazione su un tema che molte volte crea confusione e ci viene chiesto.
Il Sound Design è una forma di creazione e di composizione, che vuole esprimere un messaggio partendo da nulla.
Il Sound Mixing è invece la tecnica di missare, cioè agire sul volume e il timbro dei suoni, in modo tale che tutto sia in perfetto equilibrio e che ci sia una separazione tra suoni principali e sfondo.

Si può dire che il Sound Design agisce sulla creazione del suono, o della traccia, pezzo dopo pezzo, mentre il Sound Mixing prende tutti questi elementi e crea un unico tessuto fruibile e ben pesato di tutti questi suoni. Sicuramente anche il missaggio incide sul sound design, ma se è ben fatto rispetterà a pieno il progetto iniziale.

Giusto un accenno a un’ulteriore fase, che è il Mastering. Qui ci si occupa delle rifiniture, della loudness, e di dare letteralmente vita al Sound Mixing.

Pensiamo a tutto il processo come la costruzione di una reale stanza, un ambiente in cui girare una scena.
Il Sound Design sarebbe il progetto generale, l’utilizzo da fare di questa stanza, lo stile, e si occuperebbe di reperire i singoli oggetti d’arredamento.
Il Sound Mixing invece si preoccuperebbe di metterli in ordine, nello spazio, nel modo migliore possibile.
Il Mastering, alla fine, si preoccuperebbe di dare un ultimo tocco di colore facendo risaltare ogni cosa.


Esempi fondamentali di Sound Design

Ci sono stati dei film e dei designer che hanno lasciato un segno indelebile in questa arte. Vediamo quelli che, nella nostra opinione, meritano una menzione speciali, e il perché.

Star Wars

Lo so, ce lo aspettavamo tutti in questo articolo un classico del genere, ma andava citato !
Uno dei primi film in cui il Sound Design ha mostrato tutte le sue potenzialità e la sua importanza.
Anche senza guardare lo schermo, tanta è la precisione del suono in questo film, si può seguire la storia.

Ogni personaggio ha sempre un suono che lo accompagna, nel momento in cui compare. Una tecnica che ricorda l’Opera Teatrale, prime tra tutte le composizioni di Wagner che in questo, come per altro, può essere considerato quasi compositore “moderno”.

Che voce avreste dato a Chewbecca ? O che suono ha una porta della Morte Nera che si apre ? Ben Burtt lo ha immaginato per noi, mescolando suoni di animali, porte a soffietto, ed è stato impeccabile.

Jurassic Park

Cosa sarebbero i dinosauri senza il loro ruggito e il rumore della loro corsa feroce ? In particolare il ruggito dei dinosauri, del tutto immaginato da Gary Rydstrom, è composto mescolando il verso di animali differenti: Scimpanzé, maiali, elefanti, e altri… Tutti compongono quello che sentiamo come la voce del T-Rex ! Sarete forse sorpresi nel sapere che anche l’aereo di Top Gun
Per approfondire l’argomento, ti rimandiamo a un approfondimento sui suoni di Jurassic Park dettagliatissimo.

Eraserhead

Beh, non c’è alcun dubbio: Lynch è un maestro dell’emotività, al pari di Hitchcock. Riesce a disturbarti, essere repellente o farti gioire senza un motivo apparente, tanto sono sottili le sue composizioni di colori, luci e suoni.
Alan Splet lo ha accompagnato come sound designer in Dune, The Elephant Man, Blue Velvet ed Eraserhead.

In particolare in Eraserhead ci sono alcuni elementi degni di nota. Primo tra tutti è un sibilo costante che ci accompagna dall’inizio del film, fastidioso anche se quasi impercettibile a tratti. Ci mette in una condizione scomoda.

Secondo elemento sono dei boati esplosivi di cui nessun attore sembra accorgersi. Questo limbo di inspiegabile, in cui suoni forti e dirompenti si mescolano a urla, e di cui nessuno ci da spiegazione, non fanno che aumentare il senso di disagio e inquietudine. Tutto questo, solo grazie al suono.

Mad Max: Fury Road

Quando Ben Oslo e Oliver Machin si sono trovati dover ricreare uno scenario sonoro post-apocalittico, con un camion che attraversa il deserto per tutta la durata del film, e un manipolo di personaggi drogati e metallari a dargli la caccia, forse hanno intuito di dover meritare l’Oscar.

Stando a quanto ci confessa il regista, il suo desiderio era di produrre questo film in bianco e nero, e senza dialoghi. Ci sarebbero stati solo i suoni, il labiale dei personaggi e un infinito deserto grigio. Purtroppo, per questioni artistiche (leggi: per questioni di vendite), hanno deciso di proiettarlo a colori e con i dialoghi.

In ogni caso il lavoro sul sound design, oltre che sul montaggio impeccabile, resta un’opera degna di merito.
Il film mostra una blindocisterna, che corre furiosamente per mettere in salvo le donne al suo interno, salvate da una pessima sorte. Vi ricorda niente ? Bene, nei sound designer questa immagine ha invece evocato quella di Moby Dick, che corre nel deserto con il suo valore inestimabile all’interno, cacciata dal suo Capitano Achab, Immortan Joe e dai suoi Figli della Guerra. Tutti ossessionati da questa ricerca, senza alcun altro scopo nella vita.
Il suono è quello di un enorme animale in fuga ferito, che ruggisce, rantola e soffre.

Questo, ovviamente, tra esplosioni, chitarre elettriche, tamburi, corse sfrenate, da non sottovalutare !

Approfondimento su cosa ha ispirato il sound design di Mad Max.

A Quiet Place

All’opposto del caos di Mad Max, abbiamo A Quiet Place. Perché il sound design è anche fatto di silenzio. Ambientato in un mondo condannato al silenzio, il film è incentrato su tutto ciò che non udiamo, pochissimi suoni ponderati, pesati e resi protagonisti. Quasi tutto ciò che ascoltiamo, è vissuto tramite le orecchie della protagonista, sorda. Sono quindi suoni più fisiologici, fruscii di sottofondo, o i suoni del suo impianto clocleare.

Erik Aadahl e Ethan Van der Ryn per questo sono stati ispirati da un’esperienza in una camera anecoica, una stanza talmente isolata da suoni esterni, e priva di riflessioni interne, che ti permette di ascoltare il suono del sangue nel tuo corpo. In questo film è ricreata esattamente questa esperienza.

A Quiet Place risulta claustrofobico, opprimente, come i protagonisti anche allo spettatore viene voglia di tirare fuori un urlo liberatorio, per ricordarsi di essere vivi.

Per approfondire su cos’è il sound design fatto di silenzio, vi consigliamo un articolo su come è stato realizzato il sound design di A Quiet Place.

Gravity

Come per A Quiet Place, anche qui tutto ciò che ascoltiamo sono suoni del corpo. Verosimilmente nello spazio, in mancanza di aria e quindi in assenza di suoni, tutto ciò che ascolteremmo se fossimo astronauti sarebbero le vibrazioni delle fibre del nostro corpo, quando usiamo un trapano, o colpiamo un oggetti, e i suoni del contatto radio. In questo film, seppure per molti aspetti sia scientificamente poco attendibile, è ricreato esattamente questo sound design spaziale.

Come hanno fatto a registrare e rendere così credibili questi suoni ? I sound designer hanno utilizzato microfoni a contatto, posti sul corpo, in grado di registrare le vibrazioni interne, e microfoni subacquei, in grado di dare al suono quella timbrica embrionale (tema che torna in un’immagine del film, quando la protagonista, raggiunta la prima navicella, si chiude in se stessa con i tubi “ombelicali” intorno), filtrati dall’acqua, come se fossero ascoltati filtrati dai fluidi interni del nostro corpo.

Vi consigliamo questo approfondimento sul sound design di Gravity.

Stalker

A mio avviso, Tarkovsky è il regista che più di tutti è riuscito a trasporre la poesia in cinema. Le immagini, così come i suoni, le trame, sono così delicate che spesso si preferisce contemplarle più che comprenderle, come si fa con la poesia.

I suoni non vengono meno, e infatti sono elaborati tutti in modo tale da essere impalpabili, senza alcun idea di concretezza. Restano come sospesi in aria, fornendoci questa sensazione di sublime a cui non ci può sottrarre.

In Stalker, ad esempio ma in ogni suo film, i suoni naturali, le voci, così come anche i suoni di auto e mezzi, non colpiscono l’ascoltatore, non cercano l’impatto, ma si lasciano osservare.

Persino l’acqua di un pozzo è resa in modo tale da essere l’immagine e il suono dell’intero messaggio del film: sembra parlarci e bagnarci, essere consolante, come per farci comprendere che la fluidità, la “flessibilità”, sono la nostra salvezza, non i nostri desideri, ne le nostre rigidità.

Conclusioni

Il sound design è ovunque, è importante capire come pensarlo e come realizzarlo in base al senso finale dell’opera: non solo estetica o funzionalità, ma arte ed emozione a tutti gli effetti.