Prima di proseguire con l’analisi degli elementi della messa in scena, approfondiamo le caratteristiche della luce e del colore nel cinema attraverso la figura del direttore della fotografia.

La dolce vita (1960) Federico Fellini D.O.P. Otello Martelli

La fotografia nel cinema

La fotografia nel cinema è l’immagine del film. A differenza della fotografia tradizionale, quella dei film è in movimento e si arricchisce di ulteriori aspetti. Sono tre gli elementi fondamentali della fotografia cinematografica:

  • L’illuminazione: la luce, che può essere artificiale o naturale, scolpisce e definisce l’immagine.
  • Il punto di vista: la posizione della macchina da presa, la distanza e l’ampiezza dell’inquadratura cioè la scelta dei limiti di ciò che si vuole riprendere (campo o fuori campo).
  • I colori: prima venivano modificati con dei filtri, oggi vengono elaborati dal computer in fase di post-produzione.

Tutti questi elementi fanno parte di un processo che non è solo tecnico, ma anche artistico. La fotografia di un film crea un’atmosfera, esalta lo stato d’animo di un personaggio e le sensazioni che si vogliono suscitare nello spettatore, ma soprattutto definisce lo stile che si vuole dare al film stesso. Il responsabile della fotografia di un’opera cinematografica è il direttore della fotografia

Il direttore della fotografia

Insieme al regista, il direttore della fotografia è la figura professionale più importante della troupe. Egli è l’artefice della luce e dei colori di un film e quindi dell’impatto visivo delle immagini sullo spettatore. Il direttore della fotografia si occupa di tutti gli aspetti come l’inquadratura, gli attori, la scenografia e l’ambiente. Il direttore della fotografia deve conoscere a fondo i percorsi della luce e i giochi dei colori e deve saper utilizzare l’illuminazione secondo le esigenze artistiche del film. Deve capire e conoscere il film in ogni suo aspetto per decidere cosa far risaltare con la luce, le ombre ed i colori in ogni singola scena. La fotografia è un processo creativo complesso, per cui i direttori interpretano la luce e danno coerenza visiva alle riprese connotandole con un’impronta autoriale totalmente personale

Ultimo tango a Parigi (1972) Bernardo Bertolucci D.O.P. Vittorio Storaro

Il sodalizio regista/direttore della fotografia

Il direttore della fotografia è il braccio destro del regista. Il regista è il creatore del film e il responsabile del prodotto complessivo, ma il direttore della fotografia è colui che costruisce lo stile e l’immagine del film. Un film è fatto soprattutto di immagini e le atmosfere che il regista vuole avere sono create e realizzate dal direttore della fotografia. Egli partecipa dall’inizio a tutte le fasi dell’opera per poter entrare, al pari del regista, nello spirito del film. Il rapporto di fiducia tra il regista ed il direttore della fotografia è basilare. Molti dei capolavori del cinema sono frutto di storici sodalizi tra grandi registi e direttori della fotografia, spesso impegnati insieme in più di un film: Orson Welles-Gregg Toland; Stanley Kubrick-John Alcott; Ingmar Bergman-Sven Nykvist; Federico Fellini- Giuseppe Rotunno; Pier Paolo Pasolini- Tonini Delli Colli, Robert Burks-Alfred Hitchcock 

Le principali mansioni del direttore della fotografia

Il direttore della fotografia partecipa in tutte le fasi di produzione del film:

  • Fase di pre-produzione: analizza la sceneggiatura e la interpreta. A seconda della sua sensibilità e del confronto con il regista, sceglie come illuminare le scene, preparando gli schizzi per la collocazione delle luci e coordinandone il posizionamento sul set. 
  • Fase di produzione: sul set, insieme al regista, valuta le inquadrature e il punto di vista della ripresa, quindi i movimenti di macchina, la distanza e l’angolo di campo, oltre che la messa a fuoco e la disposizione delle luci. Cura con attenzione il movimento degli attori perché risultino in luce o in ombra secondo il senso che si vuole dare alle immagini.
  • Fase di post-produzione: il direttore della fotografia, al montaggio, interviene ulteriormente a correggere la luce e la composizione dei colori attraverso la color correction.

Il team del direttore della fotografia

Il direttore della fotografia lavora a stretto contatto con gli altri elementi della troupe che concorrono a creare l’immagine di un film. Con lo scenografo lavora per la scelta delle location, per le varie scenografie da costruire, per decisione degli arredi da inserire; l’operatore di macchina è il cameraman, principale collaboratore sia del direttore che del regista; l’assistente operatore è invece colui che cura la messa a fuoco del film; ci sono anche l’operatore che si occupa della manutenzione della macchina da presa e spesso un operatore steadycam, specializzato nell’uso di questo strumento Fanno parte del team gli elettricisti, coloro che si occupano dell’attrezzatura per le luci e del suo posizionamento e il fotografo di scena, che documenta le riprese per i media.

I più importanti direttori di fotografia

Tra i grandi direttori di fotografia vanno ricordati: Gregg Toland (Quarto potere); Giuseppe Rotunno (Il gattopardo); John Alcott (Barry Lindon, Arancia meccanica, Shining); Sven Nykvist (Fanny e Alexander, Persona); Gordon Willis (Il Padrino, Io e Annie), Tonino Delli Colli (C’era una volta in America, Il buono il brutto e il cattivo); Michael Chapman (Taxi Driver, Toro scatenato); Dante Spinotti (L.A. Confidential), Roger Deakins (Non è un paese per vecchi, Blade runner 2049), Wally Pfister (Inception, The Prestige) e Emmanuel Lubezki (Revenant, Birdman, Gravity). Il più grande direttore della fotografia italiano e per molti il migliore al mondo è il tre volte Premio Oscar Vittorio Storaro (Apocalypse now, L’ultimo imperatore, Ultimo tango a Parigi). Secondo Storaro il termine “direttore della fotografia” non descrive a pieno il ruolo di questa importante figura ma preferisce parlare di “Autore della fotografia cinematografica”.

“Io credo che ognuno di noi dia una parte della propria vita quando tenta di scrivere con la luce la storia di un film; proprio come fa l’autore musicale con le note, lo sceneggiatore con le parole, così facciamo noi scrivendo con la luce”

Vittorio Storaro

Potrebbe interessarti anche: Lezioni di cinema: Il Colore

Se ti è piaciuto l’articolo seguici anche su Instagram per ulteriori curiosità sull’argomento.

Per altri approfondimenti sul cinema continua a seguirci su www.virgo29.it/blog