Dopo aver parlato dell’ambientazione, dell’illuminazione e del colore scopriamo l’ultimo ambito della messinscena: il personaggio, con le sue caratteristiche figurative, di movimento e di permanenza nello spazio dell’inquadratura. La costruzione di un personaggio è divisa tra recitazione, costume e trucco. Iniziamo con costume e trucco

Il Costume

Il costume e il trucco sono fondamentali nel linguaggio del cinema. Attraverso il costume si comunicano numerose informazioni e si contribuisce in maniera decisiva alla caratterizzazione di personaggi ed ambienti. Il cinema ha una sorta di obbligo di verosimiglianza e ciò influisce anche sul costume, ma verosimiglianza non significa realismo. Alcuni costumi completamente fantasiosi fanno parte di determinati generi, come il fantasy e il fantascientifico, costruendo un mondo visivamente coerente. Il lavoro sul costume, al pari degli altri elementi profilmici, contribuisce in maniera essenziale alle scelte di messa in scena.

Colazione da Tiffany (1961) Blake Edwards; C.D. Edith Head

Le tipologie del costume

I costumi determinano il tono e l’atmosfera del film. Nei racconti ambientati in epoche passate, i vestiti e gli accessori si ispirano ad un’iconografia tradizionale e sono fondamentali per la collocazione cronologica (il genere storico non a caso è definito film in costume). Nelle opere di fantascienza, l’ambientazione al futuro consente una notevole libertà di allestimento, mentre ricostruire un’epoca contemporanea implica il confronto con un sapere sociale condiviso. Quindi le tipologie del costume possono essere suddivise in tre categorie:

  • costume d’epoca: si ispira ad un’epoca storica precedente a quella in cui il film viene realizzato;
  • contemporaneo: l’epoca è la stessa della realizzazione del film, il costume sottolinea i contrasti e le differenze sociali, il ruolo sociale e politico dei personaggi;
  • di fantasia: si ispira a periodi storici o ad altri film e contribuisce alla creazione di un altro mondo

Kill Bill: Volume 1 (2003) Quentin Tarantino; C.D. Catherine Marie Thomas

Le funzioni del costume

Un abito descrive e colloca il personaggio sia dal punto di vista sociale, sia per quanto riguarda l’atteggiamento morale. Il costume è parte integrante del personaggio e sono proprio gli abiti e gli accessori a svelarne l’autentica natura. I costumi sono la traduzione visiva di un ruolo o di uno status e interagiscono con le dinamiche di recitazione, con i gesti e con le azioni del personaggio. Le funzioni del costume sono due:

  • contribuisce in maniera determinante alla caratterizzazione dei personaggi; 
  • rende credibile il mondo creato dal film vestendo non solo i protagonisti, ma anche i personaggi secondari e la massa delle comparse

Grease (1978) Randal Kleiser C.D. Albert Wolsky

Le parti del costume

Il costume può essere suddiviso in alcune sue parti costitutive:

  • indumenti: caratterizzati dalla foggia, dal materiale, dal colore e dalla taglia;
  • copricapi: nei film hanno un’importanza superiore a quella che esercitano nella vita reale. Se un personaggio lo indossa, diventa una parte inscindibile e assume un certo significato;
  • calzature: sono spesso escluse dal campo visivo ma quando vengono inquadrate nei particolari hanno un importante significato 
  • accessori: sono oggetti che il personaggio abitualmente porta; si dividono in accessori funzionali (orologi, borse, ombrelli, bastoni, sciarpe, guanti, cinture, bretelle, occhiali) e accessori ornamentali (collane, orecchini, anelli). Sono considerati accessori anche le armi

Luci della città (1931) Charlie Chaplin

Costume designer 

Il costumista disegna gli abiti di scena di un film, scegliendone lo stile, i tessuti e i colori, in accordo con il regista e lo scenografo. La preparazione dei costumi inizia dopo lo spoglio della sceneggiatura e ha un tempo variabile a seconda del film che si sta realizzando. Il costumista delinea bozzetti che vengono poi realizzati dalla sartoria. Il suo lavoro è coadiuvato dall’aiuto costumista, che si occupa degli aspetti logistici e tecnici. La responsabile dei costumi è chiamata negli USA Costume designer.

The Blues Brothers (1980) John Landis C.D. Deborah Nadoolman

I migliori costume designer

Tra le migliori costumiste del cinema c’è Edith Head con ben 35 nomination e 8 Oscar vinti (Eva contro Eva, Un posto al sole, Vacanze romane, Sabrina). La più importante costumista italiana è Milena Canonero (Barry Lyndon, Shining, Marie Antoinette, Grand Budapest Hotel), 4 volte premio Oscar e costumista per Stanley Kubrick, Francis Ford Coppola, Roman Polanski. Altri costumisti famosi sono Ruth Meyers (L.A. Confidential), Michael Kaplan (Blade Runner), Sandy Powell (Gangs of New York), Coleen Atwood (Big Fish), Piero Tosi (Il Gattopardo), Deborah Nadoolman (Indiana Jones), Irene Sharaff (West Side Story); Gabriella Pescucci (C’era una volta in America)

Il filo nascosto (2017) Paul Thomas Anderson C.D. Mark Bridges

Trucco e acconciatura

Il trucco e l’acconciatura sono in stretta correlazione con il costume. Il trucco è l’insieme di tutti quegli interventi che modificano la resa visiva della pelle, mentre l’acconciatura riguarda tutte le operazioni che coinvolgono i capelli del personaggio, sia quelli veri sia quelli delle parrucche. Il trattamento del volto e la sua interazione con la luce rappresentano un fattore determinante nella definizione cromatica e figurativa del film. Il trucco serve a far aderire il più possibile l’attore al personaggio, infatti gli attori sono sempre truccati anche quando sembrano naturali. Anche per il trucco, come per il costume, vale l’opposizione tra:

  • atteggiamento naturalistico: un trucco realistico che sottolinea e conferma il significato del personaggio e dell’ambiente in cui abita
  • sottolineatura dell’artificio: il trucco si trasforma in maschera, rendendolo quasi un prolungamento della scenografia.

Joker (2019) Todd Philips Make-up: Nicki Ledermann

Il Make-up Artist 

I reparti del trucco e dell’acconciatura lavorano a stretto contatto per decidere quale trucco e acconciatura siano più adatti al personaggio. Il truccatore interviene sul volto che dovrà essere ripreso in primo piano, cercando di far apparire il soggetto senza la caratteristica lucidità della pelle, attraverso un make-up consono ai suoi lineamenti, nascondendo eventuali imperfezioni. In molti casi si applica il trucco scenico, finalizzato all’alterazione dei tratti somatici dell’attore, in stretta relazione con le esigenze del personaggi. Gli interventi più comuni sono l’invecchiamento, le ferite, le cicatrici, la barba e i baffi posticci e le deformazioni dei tratti somatici.

L’ora più buia (2017) Joe Wright Make up: Kazuhiro Tsuji

I migliori truccatori

Con il fiorire dei generi horror, fantascienza e fantasy si è evoluta la figura professionale del truccatore. Uno dei pionieri del trucco è stato l’attore Lon Chaney, conosciuto come l’uomo dai mille volti, che sperimentò su sé stesso nuove tecniche di trucco per interpretare i personaggi dei film horror in cui era protagonista. Tra i migliori make up artist ci sono Jack Pierce (Dracula, Frankestein), Richard Baker (Maleficent, Nightmare), Alessandro Bertolazzi (Suicide Squad), Manlio Rocchetti (Gangs of New York), Dick Smith (Il padrino, L’esorcista).

Pinocchio (2019) Matteo Garrone Make up: Mark Coulier

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