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SEO Tips: Keyword, o come diventare la risposta ai bisogni delle persone

Per essere intercettati da clienti o visitatori, il nostro sito deve rispondere ai loro bisogni e necessità. In che modo un utente pone la propria domanda a internet? Quando effettuiamo una ricerca con un motore di ricerca, utilizziamo quelle che vengono definite keyword. Parole chiave che riflettono una richiesta specifica, definita search intent.

Il nostro sito, deve contenere la risposta, e deve mostrarsi affidabile e credibile.

Premettiamo che non è sufficiente trovare la giusta keyword, utilizzarla nel testo un determinato numero di volte, nel heading o utilizzando grassetti strategici: la SEO è una scienza complessa e articolata in cui concorrono molti fattori, come la qualità globale del sito, sia i tutti i suoi contenuti, nonché l’efficienza tecnica alla base e così via.

Si parla infatti sempre più spesso di ecosistema e di semantica, non più di parole chiave isolate e meccaniche.

Vediamo come scoprire di cosa ha bisogno il pubblico, cosa cerca, e come inserirlo in modo efficace nel nostro sito.

Cosa è una keyword

Con keyword si intende la query di ricerca degli utenti, più semplicemente sono le esatte parole che il nostro utente scrive nella barra di ricerca.
Il nostro obiettivo è capire di cosa hanno bisogno le persone, e fornire nelle pagine la risposta per apparire tra i loro risultati.

Questo tipo di SEO rientra nella categoria On-Page Seo. Ogni pagina del nostro sito deve essere incentrata su una parola chiave, in modo tale che l’algoritmo del motore di ricerca sappia di cosa parla, e possa fornirla come risultato nelle giuste ricerche. Soprattutto se abbiamo un’attività, un’azienda, e non ci interessa solo il traffico utenti, è fondamentale intercettare il target di pubblico giusto.

Consigliamo sempre di creare una sezione Blog nel sito, con articoli informativi, divulgativi o di altro tipo. Queste pagine andranno a contenere informazioni utili, e keyword, per attirare traffico e potenziali clienti.

Short, middle, long tail

Più parole contiene una keyword, più il suo obiettivo è mirato. La distinzione è tra keyword short tail, middle tail, e long tail. Capiamolo con un esempio.

Short tail: “Albergo” è una richiesta generica di informazione, contiene una parole.
Middle tail: “Albergo cinque stelle” rappresenta una richiesta più specifica, contiene due o tre parole.
Long tail: “Albergo a cinque stelle Roma” è invece la richiesta di un’informazione precisa, contiene più parole.

Questa distinzione non è solo lessicale, ma incide notevolmente sul traffico e su potenziali clienti.

Una parola chiave short avrà sicuramente molto traffico, verrà effettuata spesso come ricerca. Tuttavia per questo motivo non solo avremo una competizione spietata, ma attiriamo anche pubblico non interessato a ciò che offriamo.

Per un attività locale questo è un rischio, perché un albergo a cinque stelle a Roma vorrà attirare solo pubblico interessato alla ricerca di un pernottamento in città, non chi è interessato genericamente agli alberghi a cinque stelle. Dovrà essere ottimizzato per la keyword “Roma”, e non solo “albergo”.
Se invece il nostro obiettivo è il traffico utenti, ad esempio se abbiamo un blog e utilizziamo pubblicità sul nostro sito, possiamo ottimizzarlo per parole chiave più generico.

Keyword: in pratica

Le parole chiave devono apparire in due punti essenzialmente: nel testo e nell’url.

Keyword nei contenuti

Torniamo al nostro albero a cinque stelle. Se volesse attirare traffico interessato a pernottare in Roma, potrebbe scrivere articoli o testi in cui consiglia cosa vedere a Roma, dove mangiare a Roma, cosa fare a Roma, perché scegliere un albergo a cinque stelle a Roma. Quante volte ho ripetuto la parola Roma? Molte, ed è così che diventa una parola chiave, è così che Google può sapere di cosa parla il nostro sito e mostrarlo se qualcuno cerca “Roma”, o “albergo Roma”. Ogni articolo, allo stesso modo, dovrà avere un numero adeguato di volte al suo interno la parola chiave, sia nel testo che nei titoli.

Tuttavia non è così semplice. L’algoritmo si è evoluto negli anni, e ora è in grado di comprendere quando c’è un’attività di frode. Ci sono alcune tecniche definite black hat SEO che forzano l’algoritmo tentando di accaparrarsi punti in modi scorretti. Anni fa, ad esempio, bastava creare una pagina in cui scrivere “Roma” un’infinità di volte, e guadagnare punti. Ora è impossibile, in quanto l’algoritmo comprende il trucco. Questo pratica è definiva keyword stuffing, letteralmente “imbottire con una parola chiave”. Per approfondire vi rimandiamo qui.

Quindi, è consigliabile non esagerare, ma restare naturali pur rimanendo focalizzati sull’obiettivo, e sulla parola chiave.

Keyword nell’URL

Un secondo elemento è l’url della pagina. Un articolo che parla di alberghi a cinque stelle a Roma, dovrà contenere questa keyword anche nell’indirizzo. Facciamo un esempio. Il nostro albergo si chiama Cesare, e il suo sito sarà www.albergocesare.it. Vogliamo scrivere un articolo che attiri chi cerca alberghi a Roma. Il suo indirizzo dovrà essere www.albergocesare.it/albergo-roma-cinque-stelle. La parte dell’url in corsivo viene definita slug, ed è l’identificativo esatto di una pagina. Non corrisponde al titolo dell’articolo, o della pagina, ma solo il suo url, per questo conviene inserire le parole chiave anche in modo grammaticalmente incomprensibile. Soprattutto consigliamo di separare le parole con un trattino, in quanto il motore di ricerca solo così può comprenderle singolarmente.

Anche qui tuttavia gli algoritmo hanno apportato delle modifiche. Le parole chiave dell’url sono meno rilevanti nel ranking, a favore dei contenuti. Per evitare che un sito con una parola chiave nell’url, avesse all’interno tutt’altro.

Come cercare una keyword

Vediamo ora come capire esattamente cosa cercano le persone. Siamo ancora un albergo, e vogliamo capire se gli utenti sono più interessati al cibo, al turismo, ai servizi, per poter inserire le risposte a queste domande nelle nostre pagine, e apparire nelle loro ricerche.

Ci sono molti strumenti che ci permettono di trovare le giuste parole chiave. Vediamone alcuni.

Il primo passo, dopo aver compreso chi è il nostro target, è ragionare come un utente. Andiamo quindi su google, e cerchiamo la keyword su cui vogliamo posizionarci; questo è ciò che vede il nostro utente. I primi risultati saranno siti di booking, e i risultati delle attività locali di Google. Questo rientra nella Local SEO, ma per ora non ci pensiamo.

Andiamo in fondo alla pagina, e troviamo questo. Sono le ricerche più diffuse effettuate su google, correlate alla parola albergo.

Queste sono le nostre prima parole chiave, possiamo selezionarle, e decidere di dedicare ogni pagina a una di esse.

Facciamo sul serio

Ci sono tool e strumenti avanzati, che se utilizzati con cognizione possono aiutarci in modo decisivo.

Le caratteristiche delle nostre parole chiave sono tre:

  1. Volumi di ricerca – il traffico di una determinata keyword
  2. Rilevanza – quanto è rilevante per il nostro sito
  3. Concorrenza – quanti concorrono per la nostra parola chiave

Lo scopo di una buona ricerca di keyword è dosare al meglio questi tre elementi. Per un’attività locale, non saranno importanti i volumi di ricerca quanto la rilevanza per un’esatta parola chiave (es. “Albergo Roma”). Viceversa per un blog saranno decisivi i volumi di ricerca.

Il nostro consiglio è di posizionarsi su più parole chiave con piccoli volumi di traffico, in altre parole scrivere più articoli o più pagine ognuno dei quali centrato su una keyword utile. Ci sarà meno concorrenza, e potremo dedicarci ad argomenti, e parole chiave, rilevanti per noi.

I tool gratuiti che possono aiutarci

Google Trends

Google Trends è uno strumento gratuito e immediato con cui analizzare una parola chiave, il suo volume di ricerca, o il suo trend, e che tipo di concorrenza comporti, ovvero quali argomenti o altre parole chiave compaiono associata ad essa.

In sintesi ci fornisce il volume di ricerca nel tempo di una o più parole chiave, e le ricerche correlate.

Per una guida approfondita, vi consigliamo questo articolo su come cercare parole chiave con Google Trends.

Ubersuggest

Un secondo strumento molto potente è Ubersuggest. Non solo ci fornisce informazioni sulle parole chiave, con tutte le ricerche correlate effettuate dagli utenti, ma anche dei suggerimenti su nuove parole chiave analizzando automaticamente un sito esistente.

Answer The Public

Un sito molto interessante che ci fornisce una panoramica su tutte le informazioni, le parole chiave, e le curiosità che gli utenti cercano su google, correlati a una keyword.

Utile per avere spunti per articoli di un blog e per ampliare il campo semantico della nostra parola chiave.

SEO Hero

Questo strumento ci fornisce un altro tipo di informazioni, di tipo semantico.

Sebbene sia ancora incisivo nel ranking, il concetto di parola chiave è ormai superato, e anche i motori di ricerca compiono analisi semantiche. Non si fermano a un conteggio numerico della ripetizione della keyword, ma riescono a comprendere il senso del testo, per capire di cosa tratta e a che query di ricerca risponde.

SEO Hero analizza analizza pagine e siti che utilizzano la nostra parola chiave, ed estrapolare i contenuti latenti, e le co-occorrenze.

I contenuti latenti sono termini che non sono espressi esplicitamente nel documento ma che sono attinenti alla tematica trattata.
Il Latent Semantic Indexing, o LSI, è il sistema con cui i motori di ricerca individuano come vengono collegate le parole che sono presenti in un testo.

Le co-occorrenze, sono termini che compaiono di frequente associati a una parola chiave.

Conclusioni

Gli algoritmi di ricerca sono sempre in evoluzione, e sempre più umanizzati. Il nostro consiglio, è di concentrarsi sui lettori, prima che sui motori di ricerca.

Buona ricerca di cosa ricerca la gente!

Potrebbe interessarti anche: SEO Tips: cosa è la SEO e come utilizzarla

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Per altri approfondimenti sul cinema continua a seguirci su www.virgo29.it/blog

Vincenzo Ricciardelli

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