Fin ad ora abbiamo parlato della scenografia, l’illuminazione, il colore, la fotografia, il costume e il trucco, la recitazione, l’inquadratura, la prospettiva, il punto di ripresa, i campi e i piani, i movimenti di camera, il piano sequenza, il punto di vista,il suono, la musica, la voce e il rumore. Approfondiamo le caratteristiche del montaggio dopo aver parlato dei raccordi scopriamo gli schemi di montaggio. 

Gli schemi di montaggio

La gran parte dei film utilizza modalità codificate di messa in serie delle inquadrature, chiamate schemi di montaggio. Gli schemi di montaggio sono delle convenzioni attraverso cui vengono tradotti determinati passaggi narrativi e che possono essere impiegati in maniera creativa ed originale. Questi schemi sono previsti e realizzati dal regista e poi finalizzati nel montaggio; possono essere costituiti da un numero variabile di inquadrature e da diversi tipi di attacchi. Di seguito una serie di esempi di schemi di montaggio.

Tensione e suspense

Il montaggio può giocare con la creazione della suspense e della tensione attraverso schemi come:

  • reazione: si mostra un’azione compiuta da uno o più personaggi seguita da uno stacco su uno o più personaggi che reagiscono all’accaduto. L’ordine può essere invertito per suscitare curiosità. Le reazioni possono anche essere inframezzate all’azione per sostenerla;
  • anticipazione: alterna, all’interno della stessa sequenza, inquadrature che mostrano una minaccia che incombe con inquadrature in cui il personaggio è inconsapevole di quel che potrebbe accadere. Il pubblico ha un punto di vista superiore a quello del personaggio;
  • sorpresa: opposta all’anticipazione. Un evento, oggetto, personaggio viene inserito improvvisamente all’interno di una sequenza senza alcun presagio, creando tensione;
  • attesa: mostra una serie di persone che attendono, spesso in successione sostenuta, accompagnate da musica incalzante o silenzio inquietante. Serve a far salire la tensione creando un clima di aspettativa.

Figure retoriche visive

Il montaggio può aiutare ad esprimere concetti astratti. Anche nei film si utilizzano le figure retoriche, che si riferiscono soprattutto agli eventi, ma coinvolgono a volte anche i personaggi. Esse sono:

  • similitudine: ad un’immagine se ne accosta un’altra, completamente estranea alla storia, anche se i loro contenuti sono simili;
  • simbolo: ad una serie di inquadrature se ne accostano altre con l’intento di esprimere un concetto o un giudizio sulle prime;
  • metafora: due scene si intersecano in una sola sequenza in cui il pubblico è portato a trasferire il significato di una su quello dell’altra;
  • sineddoche: un dettaglio che chiude una sequenza, indicando che un dato evento si è compiuto senza però mostrarlo per intero.
  • allegoria: una scena estranea alla storia, utilizzata per dimostrare una determinata tesi.

Metropolis (1927) Fritz Lang

Dialoghi e discorsi

Il montaggio usa alcuni schemi per riprendere i personaggi mentre parlano:

  • lead in/lead out: lo schema di montaggio più utilizzato per riprendere il dialogo tra due personaggi. Il lead in è quando si passa dal Totale ad inquadrature ravvicinate e alternate tra i due soggetti a mano a mano che la conversazione cresce. Nel lead out le inquadrature si allontanano quando la situazione si allenta. Esistono parecchie varianti;
  • intervista: nella maggior parte dei casi si relativizza la presenza di chi formula la domanda e si sottolinea la persona che risponde. Può essere inframezzata da immagini di repertorio, riprese d’ambiente, piani d’ascolto dell’intervistatore o transizioni;
  • osservazione: riprende le caratteristiche di soggetti statici nei momenti in cui non compiono azioni per consentire al pubblico di osservarli con attenzione;
  • spiegazione: uno dei personaggi illustra una situazione complessa ad un uditorio attento. Si alternano piani del narratore e piani degli ascoltatoti a immagini del tema esposto;
  • perorazione: il protagonista pronuncia un discorso importante in presenza di almeno un ascoltatore, con inquadrature ravvicinate e insistite dell’oratore, alternate a piani d’ascolto del pubblico in cui la voce passa ad off.

L’ambiente

Gli schemi di montaggio descrivono un ambiente attraverso:

  • totali d’ambiente (establishing shot): una o più inquadrature larghe che informano lo spettatore del luogo in cui si svolgerà l’azione, ripreso successivamente da inquadrature più strette;
  • descrizione ambientale: una serie di totali d’ambiente, per descriverlo dettagliatamente e far capire come influisce sul comportamento dei personaggi.

Il punto di vista

Gli schemi di montaggio sono utilizzati per mostrare i punti di vista o i pensieri di un personaggio:

  • soggettiva: l’inquadratura che si sta guardando è il punto di vista del personaggio visualizzato precedentemente o successivamente;
  • pseudosoggettive (o semi- soggettive): viene inquadrato il volto di chi guarda e successivamente l’oggetto del suo interesse, ma includendo almeno una parte del corpo dell’osservatore;
  • false soggettive: soggettive prive di soggetto, con un movimento che parte come soggettiva, ma si rivela un movimento autonomo della camera;
  • percezione soggettiva: rende il punto di vista di chi si trova in uno stato mentale di alterazione, con inquadrature elaborate o filtrate, movimentate in maniera incoerente e montate attraverso stacchi discontinui;
  • flash cut: un’inquadratura rapida e intensa che mostra le associazioni mentali del personaggio. Può rappresentare una sua particolare ossessione o un dettaglio che non riesce a dimenticare.

Le azioni

Per mostrare le azioni dei personaggi e dare ritmo si usano alcuni schemi di montaggio come:

  • montage: brevi spezzoni, accompagnati da una musica, che mostrano una versione condensata di eventi che si svolgono in un lasso prolungato di tempo e che mostrano il percorso di un personaggio. Sono rapide scene di momenti diversi ma attraversate dallo stesso tema e musica;
  • montaggio incrociato: uno o più personaggi interagiscono nello stesso contesto ambientale, ma su linee d’azione distinte. Le inquadrature si alternano da una linea d’azione all’altra con un ritmo sostenuto, sino ad un culmine di tensione, cui segue una breve distensione;
  • montaggio alternato: un rapido e continuo avvicendarsi di due sequenze narrativamente interconnesse ma in cui ambienti, personaggi e azioni sono diversi tra loro pur svolgendosi nello stesso tempo e riunendosi solo nel finale;
  • montaggio parallelo: l’alternarsi di due o più sequenze che raccontano eventi che si svolgono in luoghi e tempi diversi e che per questo non si possono riunire nel finale;
  • leit motiv: immagini scelte per separare sequenze o gruppi di sequenze in maniera regolare nel corso del film.

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