La composizione è la base della fotografia. Prima di imparare a gestire l’esposizione, il fuoco o i colori, dobbiamo imparare a inquadrare la porzione di realtà che vogliamo immortalare. Spesso una buona composizione può davvero fare la differenza tra un occhio superficiale e uno allenato e più esperto. Vediamo insieme in questo articolo alcuni consigli utili per ottenere delle immagini equilibrate e interessanti.

Steve McCurry,  Jodhpur, Rajasthan, India, 2005.

L’importanza della composizione

Per scattare delle buone foto non basta solo impostare un’esposizione corretta e bilanciare i colori. Bisogna prima di tutto pensare a comporre in modo interessante le nostre immagini. Come ci hanno insegnato i grandi fotografi del passato, attraverso la composizione il fotografo può esprimere il proprio punto di vista e il proprio stile visivo. Una buona composizione può essere proprio quell’elemento che distingue una fotografia interessante dalle migliaia di immagini standard e anonime che vediamo quotidianamente. Nell’era digitale tutti possiamo imparare a comporre le nostre immagini; per farlo non serve, infatti, una macchina fotografica professionale; possiamo scattare delle buone foto anche con la fotocamera del nostro smartphone. La composizione è un fatto molto personale, non esistono delle regole per comporre le nostre inquadrature. Tuttavia, possono essere importanti alcuni consigli per evitare di ottenere delle foto banali. Vediamo più nel dettaglio come fare per ottenere delle foto interessanti attraverso la composizione.

Henry Cartier Bresson, Uomo in bicicletta nella Down Street, 1932

Fotografare con gli occhi

Quando vogliamo scattare una fotografia dobbiamo prima di tutto osservare in modo approfondito ciò che ci circonda. Prima di premere il pulsante di scatto, dobbiamo, quindi, imparare a fotografare con gli occhi. Se siamo indecisi su cosa inquadrare può essere molto utile utilizzare le nostre mani come mirino. Unendo i pollici e gli indici otterremo, infatti, un rettangolo. Se lo portiamo all’altezza di uno dei nostri occhi possiamo inquadrare ciò che ci circonda e avere un’idea più precisa di cosa escludere e cosa includere nella nostra inquadratura. Possiamo fare la stessa cosa anche attraverso il mirino, ma quest’ultimo ci dà una visione molto più panoramica, rendendoci più difficile la selezione. Oggi i monitor LCD di molte reflex e tutti quelli delle compatte e degli smartphone possono essere utilizzati come mirino. Inquadrare attraverso il monitor può essere molto utile in quanto, come le nostre mani, ci consente una visione più selettiva.

Credits: image.freepik.com

La regola dei terzi

Nella composizione fotografica esiste forse solo una regola canonizzata, che il più delle volte salva i nostri scatti dalla banalità. Si tratta della famosa regola dei terzi, che la fotografia ha preso in prestito dalla pittura. Questa regola consiste nell’immaginare nel mirino o nel monitor della fotocamera una griglia composta da tre linee verticali e tre linee orizzontali che si intersecano. Il nostro occhio è attirato nei punti d’intersezione delle linee; è proprio lì che dovremmo posizionare il nostro soggetto. Una delle regole non scritte della fotografia è quella di evitare di realizzare immagini confusionarie, in cui non riusciamo a distinguere bene i soggetti. La regola dei terzi può servirci soprattutto a questo. Oggi non c’è più bisogno di immaginare questo schema: dai menu della maggior parte delle fotocamere è possibile selezionare la griglia compositiva e visualizzarla direttamente sul monitor.

Steve McCurry, Vedova, Vrindavan, India, 1995

Sfruttare le geometrie

Se osserviamo bene la realtà, possiamo renderci conto di quante linee geometriche sia fatta. Queste geometrie possono essere sfruttate come linee guida per comporre le inquadrature. Se inquadriamo un paesaggio, la linea dell’orizzonte può aiutare a dividere in modo equilibrato la porzione di cielo da quella di terra. L’ orizzonte, inoltre, ci è molto utile nell’evitare di ottenere immagini storte che pendono verso destra o sinistra. Possiamo rendercene conto quando, ad esempio, scattiamo una foto del mare. Quando, invece, vogliamo realizzare uno scatto in città, può esserci molto utile utilizzare le linee verticali dei palazzi. Ma anche le linee diagonali sono fondamentali, soprattutto se facciamo in modo che una di esse finisca in uno degli angoli inferiori dell’inquadratura. In particolare, le diagonali ci sono molto utili quando fotografiamo strade di campagna o corsi d’acqua come fiumi. Le geometrie di queste forme, infatti, guidano il nostro occhio verso il soggetto dell’immagine.

Ansel Adams, The Tetons and the Snake River, 1942

Le cornici

Inserire il nostro soggetto all’interno di una cornice può essere molto d’aiuto nell’isolarlo. Sfruttare una cornice per comporre il nostro scatto, può farci ottenere un particolare effetto di quadro nel quadro e un grande senso di tridimensionalità. Utilizzare gli specchi in questi casi, risulta quasi sempre una scelta vincente.

Elliott Erwitt, California kiss, USA 1955

Attenzione all’aria

Quando inquadriamo il nostro soggetto, dobbiamo sempre prestare attenzione alla sua direzione. Ciò vale soprattutto quando quest’ultimo è in movimento. Ad esempio, se è rivolto o collocato verso il lato destro della nostra inquadratura e guarda verso sinistra, è meglio non posizionarlo al centro e lasciare un pò di spazio vuoto a sinistra. In gergo fotografico, questa porzione di inquadratura viene chiamata aria. Stessa situazione, ma al contrario, vale anche quando il soggetto è rivolto verso sinistra. Un altro consiglio molto utile per la nostra composizione può essere quello di non appiccicare il soggetto al bordo superiore dell’inquadratura. Bisogna, infatti, sempre lasciare un pò di aria in testa. Stiamo attenti però, a non metterne troppa. L’aria di un’immagine può essere individuata e calcolata attraverso la griglia della regola dei terzi. Anche l’aria fotografica contribuisce, infatti, ad ottenere delle composizioni equilibrate.

Credits: cameranation.it

Le angolazioni

Per ottenere delle composizioni interessanti dobbiamo imparare a muoverci con il nostro corpo. Se ci muoviamo nello spazio possiamo riconoscere non solo il punto di vista migliore da cui scattare, ma anche l’altezza più adatta a cui collocare la fotocamera. L’angolazione che scegliamo contribuisce al significato espressivo dei nostri scatti. Ad esempio, se inquadriamo una persona dall’alto otterremo un senso di schiacciamento in quanto schiacceremo il nostro soggetto contro il pavimento. Se vogliamo slanciare una persona verso l’alto, dovremo inquadrarla dal basso; quest’angolazione gli darà un senso di importanza e imponenza. Quando, invece, fotografiamo una pianta o un animale, può essere molto interessante abbassarci alla loro altezza. Un cagnolino o un gatto assumono molta più personalità se fotografati alla loro altezza. Non abbiate paura di sdraiarvi per terra e di rotolarvi sul pavimento!

Elliott Erwitt, New York, 1946

Lo sfondo

In fotografia, il soggetto non è l’unico elemento che va selezionato in modo accurato, anche ciò che vi è intorno ad esso e il suo sfondo vanno scelti con attenzione. Molto spesso gli sfondi delle nostre fotografie sono confusionari e poco interessanti. Uno sfondo uniforme e monocromatico è, invece, fondamentale nell’isolare il soggetto. Ad esempio, se posizioniamo il nostro soggetto contro un muro bianco, non avremo la minima difficoltà nell’individuarlo. Se non possiamo isolare il soggetto da uno sfondo poco uniforme, possiamo sfocarlo utilizzando una ridotta profondità di campo. Se volete saperne di più sulla profondità di campo, vi consiglio di leggere questo articolo: Cosa sono e come scegliere diaframma e profondità di campo in fotografia. Ma non sempre abbiamo questa possibilità, soprattutto se usiamo smartphone o fotocamere compatte e non disponiamo di obiettivi professionali. In questo caso sfruttare l’azzurro del cielo come sfondo risulta sempre una buona soluzione.

Steve McCurry, Rajasthan, India

Conclusioni

Ora che avete capito l’importanza della composizione in fotografia, provate a rifletterci sù la prossima volta che scattate una fotografia. Quante volte abbiamo scattato col nostro smartphone una foto senza pensare allo sfondo o alle geometrie? Inquadrare e scattare velocemente non arricchisce la nostra immagine. La composizione è importante anche quando scattate un selfie. Inquadrare il disordine della vostra stanza può essere divertente, ma poco fotogenico. Se volete dei consigli sul modo migliore di scattare selfie vi consiglio di dare un’occhiata a questo articolo: Come fare selfie perfetti: la luce, le app, l’angolazione. Se scattate delle foto alla festa di compleanno di vostro nipote, state attenti agli elettrodomestici della casa: prese di corrente, condizionatori, interruttori, cavi elettrici sono raramente interessanti in un’immagine. Insomma, sbizzarritevi pure con lo sperimentare, ma prestate molta attenzione all’estetica delle vostre foto.

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