Una buona immagine è frutto della combinazione tra più elementi: pensiero e creatività del fotografo, parametri tecnici impostati sulla macchina fotografica, gestione della luce e l’utilizzo di alcuni fondamentali accessori fotografici. Tra questi rientrano i filtri fotografici, che ogni fotografo dovrebbe avere sempre a portata di mano nel kit dei suoi accessori. Ma vediamo insieme cosa sono e come si usano.

Gestire la luce

L’elemento chiave della fotografia è la luce. Senza luce non potremmo creare immagini e dare libero sfogo alla nostra creatività fotografica. Ciò era valido sia nella fotografia analogica, che in quella digitale odierna. Condizioni di luce ottimali e particolari possono rendere i nostri scatti molto interessanti e per niente banali. Tuttavia, molto spesso per realizzare uno scatto che ci interessa ci troviamo a dover affrontare situazioni di luce ostiche e che non possiamo modificare. È proprio per questo che nel kit di accessori di ogni fotografo non mancano mai i cosiddetti filtri fotografici. Questi accessori vanno ad agire proprio sulla luce in situazioni di luce difficili da gestire. Vediamo insieme di cosa si tratta e quali sono quelli più utilizzati.

Credits: Guida allo Shopping

I filtri

I filtri fotografici sono degli accessori in vetro di forma circolare che si applicano sulla lente esterna dell’obiettivo. Ogni filtro ha una sua propria circonferenza che deve necessariamente corrispondere a quella dell’obiettivo.

I filtri agiscono direttamente sui parametri espositivi che abbiamo impostato sulla macchina fotografica, modificandoli.

Infatti, come già accennato:

i filtri filtrano e modificano la luce che arriva all’obiettivo, correggendo alcuni difetti che intaccherebbero la buona riuscita del nostro scatto.

L’intensità e l’effetto del filtro possono essere modificati attraverso un’apposita ghiera, che si trova lungo il perimetro del filtro stesso. Questi accessori sono molto utili non solo per i difetti di luce, ma anche per proteggere la lente del nostro obiettivo dalla polvere.
Vediamo insieme quali sono le tipologie più diffuse.

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Credits: www.tresorsrl.it

Filtri polarizzatori

Il polarizzatore è uno dei filtri più usati in fotografia e può avere più di una funzione. In primo luogo:

utilizzando un polarizzatore possiamo aumentare i contrasti delle nostre immagini e intensificare le tonalità dei colori.

Il polarizzatore ci aiuta ad esempio a dare vitalità e risalto al blu del cielo in una giornata particolarmente limpida.
Ma la funzione principale di questo filtro è senza dubbio l’eliminazione dei riflessi. Infatti:

il polarizzatore è dotato di caratteristiche ottiche in grado di diminuire o cancellare completamente i riflessi da superfici come vetri o specchi d’acqua.

Proprio per questo si tratta di un accessorio molto versatile, infatti può essere molto utile sia ai fotografi di strada che ai fotografi di paesaggi. Ad esempio se inquadriamo delle persone all’interno di un bar attraverso il vetro che dà sulla strada, con un polarizzatore possiamo eliminare tutti i riflessi sul vetro, che ci impediscono di vedere all’interno. Se invece siamo al mare e vogliamo scattare una fotografia dell’acqua particolarmente limpida, con un polarizzatore riusciremo a vedere anche al di sotto della superficie.

 

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Credits: Imagery Academy

Filtri neutri

Il filtro neutro è anche conosciuto come filtro ND. Si tratta di uno dei filtri più utilizzati insieme al polarizzatore.

L’ND è un filtro scuro, che infatti scurisce le nostre immagini abbassandone l’esposizione.

Potete pensare a questo filtro come a degli occhiali da sole che indossiamo per proteggerci dall’eccessiva luminosità. Il filtro neutro ci è molto utile quando fotografiamo dei corsi d’acqua in condizioni di forte luminosità. In questo caso l’ND ci aiuta ad utilizzare tempi più lunghi anche se siamo in presenza di molta luce. In questo modo potremo rendere più morbido il getto d’acqua di una cascata o le onde del mare.
Per un approfondimento sull’utilizzo dei tempi lunghi in fotografia, vi consiglio di leggere i seguenti articoli:Cos’è e come si usa la velocità di otturazione in fotografia e Movimento nelle immagini: tecniche per fotografarlo e consigli utili.

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Credits: wikimedia.org

Filtri neutri digradanti

L’ND digradante è costruito in modo più complesso rispetto a un normale ND. La parte scura del filtro sfuma gradualmente finché il vetro diventa trasparente. In questa parte del filtro, l’effetto ND è inesistente.

Il filtro digradante ci è molto utile quando ci troviamo in condizioni di differenza di luminosità molto forti.

Ad esempio se scattiamo una fotografia di un panorama ci troveremo spesso a dover gestire due esposizioni diverse: una per il cielo, più luminoso, l’altra per il paesaggio, più in ombra. Applicando la parte scura del filtro al cielo, lo avvicineremo all’esposizione del paesaggio.

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Filtri UV

Il filtro UV viene utilizzato per eliminare i raggi ultravioletti della luce naturale. UV infatti sta per ultravioletto.

I filtri UV sono molto utili in condizioni in cui i raggi ultravioletti potrebbero creare sgradevoli componenti tonali sulle nostre immagini.

Situazioni del genere si verificano ad esempio nelle fotografie scattate in montagna.
Gli UV erano molto utilizzati nella fotografia analogica. Nel digitale vengono utilizzati sempre meno, in quanto un filtro con la stessa funzione è applicato già sul sensore.

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Credits: Altura Photo

Filtri Skylight

In commercio esiste anche un particolare tipo di filtro, chiamato Skylight, che però non trova largo utilizzo. Questo filtro è simile al filtro UV, in quanto elimina delle dominanti sgradevoli in determinate situazioni di luce. Tuttavia, a differenza dell’UV, lo Skylight dona alle nostre immagini una componente rosa, riscaldando i colori della fotografia.

Credits: Snapchat

Il photo – editing

Parlare di filtri fotografici potrebbe risultare obsoleto nell’era tecnologica che stiamo vivendo. Oggi, infatti, i software di photo – editing sono talmente avanzati che è possibile correggere qualsiasi errore che abbiamo commesso al momento dello scatto. Con Photoshop è ormai possibile eliminare oggetti e persone dall’inquadratura, cambiare la luminosità di una scena, correggere le aberrazioni dell’obiettivo, eliminare il rumore da un’immagine scura. Tra le infinite possibilità del photo-editing, rientra anche l’applicazione di innumerevoli filtri. Tuttavia:

un filtro applicato a posteriori non riuscirà mai ad emulare perfettamente l’effetto di un filtro reale, utilizzato al momento dello scatto.

Un finto filtro non potrà infatti eliminare del tutto i difetti dell’immagine, come i riflessi. Solo un filtro polarizzatore potrà aiutarci nello gestire perfettamente i riflessi.

Molto spesso la post – produzione può salvare i nostri scatti, ma un buon fotografo cerca di eliminare gli errori già in fase di scatto.

Credits: HTML.it

Conclusioni

Se avete una reflex o una mirrorless, investire poche decine di euro in un filtro vi darà la possibilità di sperimentare con la luce. I filtri, infatti, sono accessori abbastanza economici, che potete trovare in tutti i negozi di fotografia oppure online. Per chi vuole approcciarsi alla fotografia in modo più professionale, un polarizzatore o un ND possono essere di grande aiuto. I fotografi alle prime armi infatti si trovano spessissimo a dover gestire esposizioni diverse nella stessa immagine e un ND può salvare sicuramente la situazione. Inoltre, come già detto, avere un filtro attaccato al nostro obiettivo può fare solo bene alla nostra fotocamera, in quanto protegge le lenti dalle polveri. Usare i filtri vi darà la possibilità di ottenere dei risultati sorprendenti anche se non avete molta esperienza nella fotografia.

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