Esistono tecniche di marketing comunemente accettate, dignitose e corrette, e c’è poi il Guerrilla Marketing!

Vediamo in cosa consiste il Guerrilla Marketing, e i migliori esempi!

guerrilla marketing paint

Cos’è il Guerrilla Marketing

Il nome Guerrilla deriva letteralmente dal campo militare: la guerriglia è una guerra economica, non convenzionale, condotta da civili all’interno delle città, ovunque. Una guerra che ti può colpire in ogni momento, senza regole ne strategie.

Questo è il Guerrilla Marketing. Un tipo di pubblicità spesso a basso costo ma ad alto impatto, che compare nella vita quotidiana trasformando e ripensando luoghi comuni.

guerrilla marketing paint

La storia del Guerrilla Marketing

Negli anni Ottanta, la pubblicità era satura. Televisioni, radio, giornali, spingevano ogni sorta di pubblicità, slogan, campagna o prodotto. Ogni medium e ogni fascia aveva il suo pubblico, il suo target. Era praticamente impossibile competere con le grandi aziende, se non ci si poteva permettere di comprare spazi pubblicitari e campagne di successo. Per i piccoli business, la soluzione fu attuare un tipo di marketing a basso costo ma altamente efficace, creativo e non convenzionale: battezzato guerrilla marketing da Jay Conrad Levinson. La sua filosofia si sintetizzava in questo: usare tattiche non convenzionali e con piccoli budget a disposizione, con campagne scioccanti, uniche, memorabile, a volte scorrette. Ancora oggi è un tema di studio da parte di Levinson, collaboratori e appassionati!

Le teorie di Jay Conrad Levinson

Le teorie di Levinson sono racchiuse in appena 200 pagine e 7 fasi di lavoro, sette step che portano qualunque brand alla propria campagna non convenzionale. Vediamole:

  1. Spiegare, e avere ben chiari i propri obiettivi di marketing. Significa chiedersi: “Cosa voglio che facciano i miei clienti? Qual è, soprattutto, l’azione più importante a cui li sto invitando con il mio messaggio?”.
  2. Capire come raggiungere questi obiettivi, descrivendo i benefici che si garantiscono ai propri clienti, e che possono ottenere solo tramite il nostro brand, differente da ogni altro competitor.
  3. Individuare il proprio target: chi comprerà i propri prodotti? Può essere utile evidenziare due target: uno primario, che è direttamente interessato al prodotto, e uno secondario, meno interessato o coinvolto dal primo. Ad esempio un parco giochi interessa sia a nonni, che a nipoti!
  4. È importante individuare le nicchie: è più facile soddisfare i bisogni di uno stretto gruppo di persone, piuttosto che puntare a farlo con quelli di tutti.
  5. Definire gli strumenti di marketing che si intendono usare: scegliere gli strumenti di marketing più adeguati per il proprio business, e più adatti al proprio target di riferimento.
  6. Focalizzare lidentità del proprio business. Acquistiamo marche, non prodotti. Per questo è fondamentale che il nostro brand abbia un’identità chiara e unica, che trasmetta di per sé un messaggio!
  7. Infine stabilire il proprio budget.

Gli obiettivi

Di forte impatto e a basso costo, il Guerrilla Marketing ha raccolto l’interesse sia di umanisti che di uomini di affari.

I primi, si sono soffermati soprattutto sull’importanza dell’effetto sorpresa per la ricezione e il ricordo di un messaggio pubblicitario.

I consumatori ormai hanno una difesa contro la pubblicità: ne conoscono i meccanismi, sanno comprenderla a fondo e sanno difendersi. Inoltre siamo bombardati da messaggi, di continuo, e questo non permette a nessuno di vincere su una concorrenza già affermata e potente. Qui entra in gioco l’effetto sorpresa del Guerrilla Marketing, che rende ogni esperienza memorabile, dinamica e partecipativa, l’esatto opposto dei comuni messaggi pubblicitari.

Il secondo obiettivo è la visibilità del prodotto, ma non solo. Attraverso tattiche non convenzionali è possibile trasmettere in modo più incisivo, libero e creativo, come vedremo, l’identità del proprio brand, fino a renderlo inconfondibile e indimenticabile.

Gli esempi migliori

Blair Witch Project: il cinema horror diventa realtà

Questo film ha molti meriti, primo tra tutti aver creato uno stile molto utilizzato da quel momento in poi: un’opera di pseudo-amatorialità. Girato in soggettiva, come se fossimo uno dei personaggi, e con realismo: come se stessimo guardando un fatto realmente accaduto. Il film iniziava con un annuncio, in cui era scritto che i fatti erano realmente accaduti, che la cassetta era stata ritrovata in un bosco, e conteneva immagini inquietanti…

Bene, sappiate che questa era solo la seconda fase! La storia era già stata calata nella realtà con la pubblicità. Un volantino che riportava, in modo verosimile, la scomparsa di tre ragazzi. Qui si lega l’incipit del film: i tre si sono immersi in un bosco, hanno ripeso tutto, e la cassetta è stata ritrovata. Ora conosciamo cosa gli è accaduto, ed è tutto reale.

Che dire, una campagna insuperabile, e terrificante quanto il film.

Dexter: nessuno è al sicuro

Andate dal macellaio, e nel banco, insieme ai soliti prodotti da macello, trovate una mano umana, con un targa che riporta “Dexter”. Camminate per strada, e vi imbattete in una fontana che schizza sangue, con un nastro divisorio che avverte che Dexter è passato di là. Fate altri due passi, e vi imbattete in uomini accasciati a terra, colpiti alla schiena con un coltello da cucina. Bene, a questo punto avrete sicuramente pensato alla serie TV Dexter, o al fatto che ci sia un maniaco che lo imita!

 

McDonald: fanatici di guerrilla

L’azienda che in assoluto si è dedicata più a questo tipo di marketing è McDonald. Anni fa lanciò una promozione geniale: colazione gratis, a chi fosse andato al McDonald appena sveglio e in pigiama! Questo significa coinvolgere le persone, diventare virali e esperenziali. Un po eccessivo, e per questo ha colto nel segno!

Ha creato anche campagne più “sobrie”! Patatine fritte come strisce pedonali, e fiumi colorati di verde.

Wolfie: salsa troppo piccante

Una salsa così piccante da farti soffiare aria calda come un asciugacapelli! Utile dopo essersi lavati le mani. Per questo in alcuni bar è stato installato un asciugamani elettrico di questo tipo. Economico e spettacolare.

Burger King: re dei social

Una delle campagne di guerrilla marketing più originali del settore, però, è stata quella di Burger King: in un commento su instagram un ragazzo raccontava di come fosse bello ricevere un pasto Burger King dalla propria ragazza, ma la sua ragazza non aveva mai fatto un gesto simile, e di tutta risposta non reagì così bene. Ne seguì una discussione accesa e pubblica. Sono stati due account fake? Era tutto vero? Non importa, possiamo ugualmente prenderla come esempio di guerrilla marketing involontario e originale, che gli ha permesso una forte pubblicità e un incremento vertiginoso di follower.

Arriva King Kong!

Impossibile non notare delle orme giganti sulla sabbia, un auto distrutta, e non chiedersi di chi siano. La risposta era King Kong!

Conclusioni

Come vediamo, la chiave della pubblicità ormai è solo la creatività e l’immaginazione, a tutto tondo. Pensare fuori dagli schemi è diventato vitale, molto più di prima.

Non ci sono limiti, ne regole. Diamo sfogo alla nostro personalità e alla personalità del nostro brand!

Se non ne avete abbastanza, potete approfondire qui.

 

Potrebbe interessarti anche: Campagne pubblicitarie: come diventiamo consumatori

Se ti è piaciuto l’articolo seguici anche su Instagram per ulteriori curiosità sull’argomento.

Per altri approfondimenti sul cinema continua a seguirci su www.virgo29.it/blog