L’arte a volte arriva prima della scienza alle conclusioni più verosimili, così è accaduto per i Buchi Neri, appena premiati con il Premio Nobel per la Fisica 2020. Qualcuno ha provato a dare un’immagine pensabile e rappresentabile, a creare un immaginario, di questi concetti complessi e profondi.

Roger PenroseReinhard Genzel e Andrea Ghez i tre nomi che hanno appena cambiato il futuro della scienza, con le loro scoperte.

Perché hanno meritato il Premio Nobel per la Fisica?

L’Accademia delle Scienze svedese ha attribuito il riconoscimento metà al britannico Roger Penrose “per la scoperta che la formazione dei buchi neri è una robusta previsione della teoria generale della relatività”. Per l’altra metà congiuntamente al tedesco Reinhard Genzel e alla statunitense Andrea Ghez “per la scoperta di un oggetto compatto supermassiccio ed estremamente pesante che governa le orbite delle stelle al centro della nostra galassia”.

Penrose, già premiato insieme a Stephen Hawking con il Premio Wolf, dimostrò che i buchi neri sono una conseguenza diretta della relatività generale. Genzel e Ghez scoprirono invece che un oggetto a noi invisibile e con una massa enorme si trova al centro della nostra galassia, la Via Lattea: a oggi l’unica spiegazione plausibile è che si tratti di un buco nero supermassiccio.

Andrea Ghez è la quarta donna a ricevere il Nobel per la Fisica. È stata preceduta in passato da Marie Curie (1903), Maria Goeppert Mayer (1963) e Donna Strickland (2018).

Buchi neri al cinema

Abbiamo potuto già avere qualche idea di questo concetto umanamente ancora non pensabile. Ci sono registi che hanno cercato di creare un immaginario riguardo i buchi neri, con un po di fantasia e qualche base scientifica.

Prima di Hawiking e del Premio Nobel 2020, c’erano Star Treck e The Black Hole.

Una produzione Walt Disney, per uno dei dieci film più costosi di sempre. Visto l’interesse crescente per il settore fantascientifico, la Disney non volle essere da meno. Il perché dei costi, è anche a causa della computer graphic, in quegli anni spartana rispetto adesso, ma più costosa.

Considerata la risposta di Disney a Star Wars, ha molte similarità: le ambientazioni, i personaggi (umani e umanoidi). La storia tratta appunto di un buco nero, della scoperta di una civiltà aliena, e tutte le cose care alla fantascienza degli anni 70!

Uno degli scienziati che ha maggiormente approfondito, e con merito, i buchi neri e le implicazioni teoriche è Stephen Hawking. Purtroppo non ha mai visto un Nobel per la Fisica, ma l’avrebbe meritato. Gli studi sui buchi neri, la meccanica quantistica, la radiazione e la relatività sono condensati nel suo best seller del 1988 “Dal big bang ai buchi neri. Breve storia del tempo”.

Allo stesso tempo, nessun regista si è avvicinato più alle sue teorie e ricerche di Errol Morris, in “Dal big bang ai buchi neri (A Brief History of Time)“. Un documentario, più che un film, che ricostruisce la complessità dell’universo Stephen Hawking e delle sue teorie attraverso le parole della famiglia e dei colleghi.

L’orizzonte degli eventi è il punto dello spazio in cui la forza di attrazione di una massa, in questo caso di un buco nero, è così forte da impedire qualunque azione. Non solo la materia, ma anche le particelle più elementari non possono sfuggire. Anche la luce stessa, viene risucchiata. Per questo, è considerato un punto di non ritorno. In quel punto le leggi della fisica iniziano a cambiare, in teoria, e l’universo così come lo conosciamo cessa di esistere.

Su queste basi nasce il film “Punto di non ritorno”, di Paul W.S. Anderson’s. Un horror che tratta di un buco nero artificiale, e dei suoi pericoli.

Personalmente uno dei film più interessanti di Nolan. Non solo per il significato profondo, ma anche per l’accuratezza scientifica. Un altro merito, è aver dato un’immagine a cosa accade in un buco nero, ai viaggi nel tempo. Ha reso pensabile, e immaginabile, a suo modo la dimensione del tempo. Anche Nolan in questo caso avrebbe meritato oltre ai soliti nobel, anche un Nobel per la Fisica!

Una missione spaziale, fantascientifica ma verosimile, si intreccia a una storia di famiglia. La salvezza dell’universo, legata all’amore di un padre per sua figlia.