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In Alto Adige il Cinema Continua: l’ordinanza regionale frena il DCPM Coronavirus

Entra in vigore l’ultimo DCPM di Conte, per fronteggiare il rischio Coronavirus: cattive notizie per cinema e teatri, che vedono sfumare ogni possibilità di apertura.

Un discorso che vale per tutta l’Italia, eccetto una regione. L’Alto Adige ha deciso di andare contro il DCPM che vuole sospendere l’attività culturale, e tenere aperti cinema e teatri!

Cinema e Covid: l’Alto Adige non si ferma

L’Alto Adige punta sull’apertura

Non solo la cultura: l’Alto Adige decide di dare maggiore spazio e libertà a tutte le attività.

Grazie all’autonomia concessa alla provincia, hanno deciso di tenere regole meno severe del DCPM nazionale, soprattutto riguardo la chiusura dei cinema. Una scelta rischiosa per alcuni, ma che potrebbe essere un esperimento interessante da poter condizionare l’intera nazione.

Ad esempio, in Alto Adige i ristoranti possono rimanere aperti fino alle 22, nonostante il coprifuoco alle 23. Nel resto della nazione, invece, la chiusura è fissata per le 18.

I bar invece aperti fino alle 20. La didattica a distanza, invece varrà solo per il 50% degli studenti delle scuole superiori, per gli altri resterà la didattica dal vivo.

Il Cinema in Alto Adige

Non più di 200 persone, e con mascherina. Questi gli unici requisiti posti agli spettacoli del cinema in Alto Adige. Misure decisamente flessibili e tollerabili, rispetto a quelle espresse dal DCPM Coronavirus di Conte del 18 ottobre.

Per i teatri vigerà la medesima regola: spettacoli teatrali, concerti, e ogni manifestazione al chiuso, avrà l’obbligo di posti assegnati, distanziamento e mascherine.

Più ragionevole e diplomatico della severità del DCPM. Che sia un esperimento, il tentativo di salvare la cultura già a rischio, o la certezza che andrà tutto bene, a noi queste direttive non dispiacciono!

Il presidente della Provincia di Bolzano-Alto Adige, Arno Kompatscher, ha dichiarato:

“Di fatto recepiremo gran parte del nuovo DPCM nazionale, con alcuni adattamenti consoni alla realtà locale, in virtù dei margini di manovra che ci sono concessi dalla nostra autonomia.”

Che dire, vedremo come andrà a finire.

Speriamo per tutti che l’Alto Adige abbia ragione, e possa insegnare qualcosa al resto della nazione!

Vincenzo Ricciardelli

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