The Walking Dead, è una serie a fumetti statunitense nata nel 2003 dal genio di Robert Kirkman e Tony Moore per Image Comics. In brevissimo tempo, il successo internazionale della storia riesce a dare vita a un impero fatto di serie tv, videogiochi, libri e merchandising vario. Scopriamo tutte le principali differenze tra il fumetto e la serie tv.

Le avventure di Rick Grimes, realizzate – dopo l’abbandono di Moore – interamente da Kirkman e Charlie Adlard, hanno visto la loro conclusione nel luglio di quest’anno, dopo la bellezza di 193 numeri, senza alcun preavviso da parte di autori ed editore (in perfetto stile Kirkman). Il fumetto viene pubblicato in Italia dalla Saldapress e, anche nel Belpaese, il successo è enorme.

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La ribalta internazionale con la serie HBO

In molti, però, sono venuti a conoscenza dell’universo di TWD attraverso la serie televisiva HBO. Il primo episodio veniva trasmesso dal canale televisivo AMC il 31 ottobre 2010, durante il Fearfest. In Italia, invece, viene trasmesso quasi in contemporanea da Fox a partire dal 1º novembre dello stesso anno; l’episodio pilota è stato invece trasmesso in chiaro da Cielo il 21 aprile 2012.

La serie tv è senza ombra di dubbio una delle più amate degli ultimi anni, nonostante nelle ultime stagioni abbia certamente perso un po’ di mordente. Chi segue entrambe le versioni, saprà bene che il fumetto e la serie televisiva presentano importanti differenze, soprattutto per quanto riguarda il destino di alcuni personaggi. Differenze che conducono, ovviamente, a una trama diversa, con legami differenti che si vengono a creare con il susseguirsi degli episodi.

Fumetto vs serie tv: due storie simili ma non identiche

L’idea di Kirkman, infatti, era di creare due storie simili ma non identiche. Il creatore di The Walking Dead, ha cercato di esplorare nuove strade narrative a seconda del mezzo che gli veniva messo a disposizione; tutto questo per offrire un’opera inedita a chiunque volesse seguirla.

Il folto gruppo di sopravvissuti è molto diverso in entrambe le versioni: nella serie tv vengono introdotti personaggi che nel fumetto non esistono. Parliamo, ovviamente, dei fratelli Dixon: Daryl (Norman Reedus) Merle (Michael Rooker). Daryl, in brevissimo tempo, diventerà il braccio destro di Rick Grimes (Andrew Lincoln). Nel fumetto, invece, questo ruolo è rivestito principalmente da Tyreese. Un personaggio profondamente diverso da quello visto nella serie televisiva. A questi, si aggiunge Sasha Williams (Sonequa Martin-Green) sorella del già citato Tyreese (Chad L. Coleman) che compare in entrambe le versioni. Ma ci sono anche numerosi personaggi secondari, come Milton Mamet (Dallas Roberts) – scienziato di Woodbury, Tara Chambler (Alanna Masterson), ex poliziotta e sorella della compagna del Governatore e anche T-Dog (IronE Singleton).

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Amori che nascono nella serie ma non nel fumetto e viceversa

Un dei momenti più forti della serie tv è rappresentato sicuramente dall’arrivo del gruppo di Rick nella cittadina di Alexandria, dove i nostri si ritrovavano a vivere quasi in pace. Diciamo “quasi” perché, ben presto, arriveranno i Salvatori e il loro leader Negan (Jeffrey Dean Morgan) a scombussolare questa insperata tranquillità. Nella serie tv (e non nel fumetto) nasce l’amore tra lo sceriffo di Atlanta e la spadaccina più letale d’America: Michonne (Danai Gurira). I due, uniti dall’affetto che la donna prova per il figlio Carl, subito dopo la morte della madre, daranno vita a uno dei legami più interessanti e attesi da parte degli appassionati. Nel fumetto, invece, il buon Rick si innamora di Andrea, che cresce Carl così amorevolmente da farsi chiamare dal piccolo persino “Mamma”. Tutti ricorderanno, invece, che la bionda protagonista muore nella terza stagione della serie televisiva.

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Percorsi diversi ma il medesimo messaggio

Entrambe le storie riescono a raccontare un messaggio, il medesimo, anche seguendo percorsi profondamente diversi. Mentre il classico “Zombie” di Romero, il padre dei morti viventi, usava questa figura per sferrare un attacco al Capitalismo, definendo, i consumatori degli stupidi automi senza cervello; Kirkman punta a descrivere gli uomini ridotti nuovamente allo stato selvatico. Come reagiremmo, noi, in un mondo dominato dai morti viventi? Riusciremmo a procacciarci il cibo? Riusciremmo a instaurare nuovi rapporti? Oppure, proprio come immaginato dal buon Kirman, finiremmo noi stessi per diventare “I morti viventi”?

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