Se il televisore inghiottisse tua figlia e la tua casa diventasse posseduta, cosa faresti? Domanda sciocca, certo, ma questo è il problema che devono affrontare i genitori JoBeth Williams e Craig T Nelson, poiché la loro fetta di periferia è rapidamente divenuta l’ambientazione per l’epico film di Spielberg (ufficialmente produttore, ma di fatto regista): Poltergeist, cui – oggi – vi proporremo un’accurata recensione.

Poltergeist e la maledizione della trilogia

“Poltergeist” contiene molti buoni elementi ma il loro assemblaggio è casuale. Il tempo di esecuzione troppo lungo consente al film di indugiare quando dovrebbe correre. Gli attori sono eccellenti, gli effetti speciali sono buoni e la premessa adeguatamente bizzarra.  Questa pellicola, inoltre, sarà ricordata soprattutto per la maledizione legata alla sua trilogia e per la scomparsa prematura di Heather O’Rourke, che nel film interpreta Carol Anne, la bambina che viene rapita dalle entità soprannaturali.

Regia e produzione

La combinazione del regista Tobe Hooper e del produttore Steven Spielberg conferisce al film una natura schizofrenica che a volte si traduce in fredda cattiveria. Questa sensazione sconnessa è evidente sin dall’inizio, quando la telecamera segue due macchinine che sfrecciano causando caos in una strada tranquilla.

 

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Arriviamo, poi, alla casa dei dannati solo per scoprire una polemica furiosa sull’uso del telecomando (il classico Spielberg mentre dipinge la sua interpretazione della vita suburbana).

Immagini di grande impatto

Il film, quindi, passa a una ripresa dell’albero orribilmente deformato fuori dalla casa. Questa immagine agghiacciante, invece, è il territorio di Tobe Hooper. Il suo occhio ha trasformato così efficacemente gli oggetti in strumenti di paura in “The Texas Chainsaw Massacre” e usa le medesime abilità in “Poltergeist“.

Questa lotta di idee è così ovvia in tutto il film, poiché Spielberg prepara il terreno di una commedia in cui Hooper sta gettando vagonate di paura. In aggiunta, un entusiasta team di effetti speciali rompe ogni tensione con dimostrazioni troppo lunghe del loro (seppur fulgido) talento.

Umorismo nero di Poltergeist

Nonostante tutto, ci sono molti bei momenti di umorismo nero e alcuni scatti memorabili che lo rendono a pieno merito uno degli horror più memorabili e coinvolgenti degli anni ’80.

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