Parliamo del film “I Cento Passi”: pellicola del 2000, drammatica, diretto da Marco Tullio Giordana e dedicata alla vita e all’omicidio di Peppino Impastato, un giovane siciliano che, nel 1968, come tanti giovani dell’epoca, decise di ribellarsi al padre. Ma nella Cinisi di quegli anni, il concetto di ribellione si pone un bersaglio molto più ampio e pericoloso: la mafia, rappresentata dal boss locale, Tano Badalamenti.

I cento passi dalla casa di Tano

Rappresentano, infatti, la distanza che separa la casa di Peppino da quella di Tano. Un racconto di vita che ci mostra la crescita, morale e intellettuale di un uomo che ha avuto il coraggio di lottare contro l’omertà del padre, dei suoi concittadini, senza lasciarsi mai influenzare; andando dritto per la sua strada, fino alla morte.

Peppino, dopo varie esperienze, fonda “Radio aut“. Un mezzo, quello della radio, che in brevissimo tempo riesce a infrangere il tabù dell’omertà. Con l’arma dell’ironia mina l’alone di onnipotenza che circonda Tano Badalamenti e la sua cricca di mafiosi di paese. Il padre, Luigi Impastato, è il primo a cercare di soffocare il desiderio di legalità e giustizia del figlio, che trova nella madre, Felicia, e nel fratello Giovanni, due alleati alla sua causa. Il Giovane Peppino, nel 1978, si presenta alle elezioni comunali. Sarà ucciso il 9 maggio di quell’anno, due giorni prima del voto.

La tragedia 

Il cancro che opprimeva Cinisi in quegli anni decise che la voce di quel giovane coraggioso dovesse essere messa a tacere per sempre e, per farlo, lo fecero saltare in aria sui binari della ferrovia con sei chili di tritolo.

Un notizia tremenda, assurda, drammatica; se non fosse accaduto nel giorno del ritrovamento a Roma del corpo di Aldo Moro, ucciso dalle Brigate Rosse. Una notizia, quest’ultima, che, ovviamente, fece impallidire tutto il resto.. compresa la tragica morte del ragazzo. Una morte che, per anni, venne fatta passare per suicidio.

Gli amici di Peppino misero a disposizione degli inquirenti molti indizi dell’esecuzione e, solo vent’anni dopo, la Procura di Palermo rinvierà a giudizio Tano Badalamenti come mandante dell’assassinio. Il processo per questo brutale omicidio, ancora oggi, non è stato ancora celebrato.

i cento passi

Un capolavoro del cinema italiano

I cento passi è un film capolavoro, quello di Marco Tullio Giordana, ottimamente raffigurato dai suoi attori, tra cui ricordiamo: Lorenzo Randazzo, che interpreta il ruolo di Peppino Impastato da bambino; Lo Cascio, che interpreta il ruolo di Peppino Impastato da adulto; Sperandeo, che interpreta il ruolo di Gaetano Badalamenti.

“Questo è un film sulla mafia, appartiene al genere. È anche un film sull’energia, sulla voglia di costruire, sull’immaginazione e la felicità di un gruppo di ragazzi che hanno osato guardare il cielo e sfidare il mondo nell’illusione di cambiarlo. È un film sul conflitto familiare, sull’amore e la disillusione, sulla vergogna di appartenere allo stesso sangue. È un film su ciò che di buono i ragazzi del ’68 sono riusciti a fare, sulle loro utopie, sul loro coraggio. Se oggi la Sicilia è cambiata e nessuno può fingere che la mafia non esista, ma questo non riguarda solo i siciliani, molto si deve all’esempio di persone come Peppino, alla loro fantasia, al loro dolore, alla loro allegra disobbedienza”, (Marco Tullio Giordana dalle Note di regia in Cinematografo 2007 ).

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