Oggi vi proporremo la recensione di Creeped Out, una serie horror per ragazzi molto controversa che ha creato non poche discussioni tra i genitori; preoccupati che questa fosse “realmente” una serie adatta a un pubblico più giovane.

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Creeped Out è un’antologia horror per bambini

Creeped Out è un’antologia horror per bambini? Cosa significa? Beh, per prima cosa i personaggi principali sono tutti adolescenti e pre-adolescenti. E due, gli argomenti sono quelli cui i bambini possono relazionarsi. Nel primo episodio (Marti) una studentessa dell’ottavo anno di nome Kim Bosher (Tiffany Elefano) desidera essere più popolare. Incollata al suo telefono in ogni momento, vede la reclame di un modello di telefono popolare pubblicizzato in TV e lo ordina.

Quando si accende il sistema operativo – Marti (Steven Cooke) – inizia a imparare tutto su Kim, promettendole di renderla più popolare. Quando invia un video divertente di lei a tutti nella sua scuola, la sua cotta Keith (Sam Ashe Arnold) le chiede di ballare. Ma Marti diventa gelosa, minacciando Kim di rivelare tutti i suoi segreti se non gli dedica tutta la sua attenzione. Ciò include l’invio di messaggi di testo alla sua amica Amy (Daya Kittur) per liberarla. La sera del ballo si scatenerà l’inferno.

Molteplici gli argomenti trattati in Creeped Out

Gli altri episodi di questa coproduzione britannico-canadese, andata in onda per la prima volta nei suoi paesi d’origine nel 2017, sono tutti incentrati sui bambini. I creatori Bede Blake e Robert Butler toccano argomenti come l’imbarazzo genitoriale, cosa succede quando fingi di essere malato per stare a casa da scuola, le conseguenze di essere un troll dei social media, fare da babysitter, escursioni nei boschi e altro ancora.

È sicuramente uno spettacolo che un genitore potrebbe guardare in compagnia dei figli pre-adolescenti, magari anche per discuterne assieme. Creeped Out, infatti, può facilmente divenire una possibilità di confronto tra genitori e figli su di un argomento universale che, prima o poi, riguarda tutti nella vita: la paura dell’ignoto.

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Un’accurata trasposizione della paura dell’ignoto insita nei giovanissimi

Dal punto di vista strettamente tecnico, c’è una punta di fascino nell’intelligenza di “Marti” (il quarto in onda nel Regno Unito e in Canada) e strizza l’occhio alle antologie del passato come, ad esempio, l’indimenticabile “I racconti della cripta” o, magari, “Hai paura del buio”. Ovviamente, i tempi sono cambiati e le atmosfere di Creeped Out risultano molto più moderne e “serie”. Ma le cose sono telegrafate e il finale non è così nichilista come quello che potresti vedere in uno spettacolo più orientato agli adulti come, ad esempio, Black Mirror . Ma ciò che vediamo è più che sufficiente per far divertire bambini e adulti, rigorosamente insieme.

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