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Chiusi cinema e teatri. È una decisione giusta ?

Domenica 25 ottobre è stato pubblicato il nuovo Dpcm con le misure anti Covid del governo Conte che prevede, tra le tante limitazioni e chiusure, “la sospensione degli spettacoli aperti al pubblico in sale teatrali, sale da concerto, sale cinematografiche e in altri spazi, anche all’aperto”. Quindi chiusi cinema e teatri.

#Nonchiudeteicinema

Il ministro per i Beni e le Attività culturali e per il turismo Dario Franceschini annuncia con un tweet: “Un dolore la chiusura di teatri e cinema. Ma oggi la priorità assoluta è tutelare la vita e la salute di tutti, con ogni misura possibile. Lavoreremo perché la chiusura sia più breve possibile e come e più dei mesi passati sosterremo le imprese e i lavoratori della cultura”. Immediate le reazioni e le proteste da parte di tutto il settore. Registi e attori si sono fatti sentire sui loro social con l’hashtag #nonchiudeteicinema. Arrivano comunicati da parte delle più importanti associazioni di categoria (100autori, AFIC, ANAC, SNGCI, FICE, Anica e Anec).

I cinema al sicuro

Per il settore è considerato un provvedimento incomprensibile, vista l’oggettiva sicurezza delle sale garantita dagli investimenti sostenuti dagli esercenti e dal rispetto del protocollo di sicurezza da parte di tutti. I cinema sono aperti dal 15 giugno. In questi mesi si è avuto un solo contagiato all’interno delle sale. Chiunque sia entrato in un cinema negli ultimi mesi si è reso conto che è uno dei luoghi più sicuri, più di qualsiasi ristorante o bar (a cui va comunque tutta la solidarietà possibile). Sanificazione costante, misurazione della temperatura all’entrata, controllo nominale, distanziamento ampio tra i posti a sedere. Gli spettatori in sala hanno la mascherina e rimangono in silenzio, quindi non c’è dispersione di droplet nell’aria. I cinema chiudono ma i mezzi pubblici continuano a essere sovraffollati.

Il cinema è un servizio essenziale

Purtroppo il cinema non è considerato un servizio essenziale. Ciò che molti non capiscono è che prima di tutto che lo spettacolo e l’intrattenimento (per non dire la cultura in senso ampio, che è una parola che crea distanza e soggezione) sono lavori fondamentali. Dietro c’è un mondo di lavoratori con famiglie che hanno la stessa dignità dei lavori cosiddetti essenziali. È un’industria rilevante che dà da mangiare a molte persone e che merita più rispetto.

Poi in un momento in cui non si parla altro che di virus il cinema rappresenta un importante presidio simbolico e culturale. Per due ore lo spettatore aveva la possibilità di entrare in un’altra storia, in un altro mondo senza mascherine e distanziamenti, in cui la vita scorre normale e si può stare per un po’ lontani dalla realtà. Se gli altri sono considerati servizi essenziali perché non può esserlo anche questo? Ognuno ha un’attività che ritiene fondamentale per il proprio benessere psicologico e fisico (la palestra, la partita a calcetto, la messa), tutte attività degne e importanti per il tessuto sociale ed economico di un paese. Ma andare al cinema tra queste è forse la meno pericolosa e per molti è più importante di quanto si creda. Può avere lo stesso valore di una messa per i credenti.

La paura del cinema

Ma quante delle persone indignate per i cinema chiusi hanno messo piede in queste strutture negli ultimi mesi? Si dirà che la gente ha paura e perciò limita le uscite. Ma la stessa paura non ha impedito di andare nei ristoranti o in palestra, per non parlare dell’estate scellerata tra discoteche e vacanze all’estero. La paura c’è solo per il cinema? C’è chi dice che mancava il prodotto. È vero, i blockbuster americani sono tutti spariti, la programmazione era debole (anche se tra pochi giorni sarebbero arrivati film importanti), ma il prodotto interessante c’era tra film d’autore e molti film italiani. Forse il pubblico non ama i film italiani e si muove solo per quelli americani. Anche se negli ultimi tempi il cinema italiano non è mai stato così vivo, tra nuovi generi e storie originali e sarebbe stato importante premiarlo dato che con coraggio è stato l’unico a scendere in campo mentre le major americane fuggivano. Ma la verità è che agli italiani non frega nulla del cinema.

Il cinema non è importante

Da fine agosto con l’uscita di Tenet l’80 per cento dei cinema italiani ha riaperto i battenti. Ma molti neanche lo sapevano, gli incassi sono stati bassi. In generale l’Italia ha un basso consumo di cinema, in media una persona va al cinema una volta all’anno. Il nostro paese è l’unico al mondo in cui basta una giornata un po’ più assolata a marzo e gli incassi diminuiscono. (“Mica ci vogliamo chiudere in un cinema?” è una frase che si sente solo in Italia). Con l’invasione delle piattaforme di streaming le persone scelgono di andare al cinema solo per i grandi eventi (Zalone, Joker, Il re leone). Il cinema si tiene in piedi solo per un gruppo di fedelissimi amanti della sala e del grande schermo.

Per di più la politica italiana non ha mai aiutato il settore cinematografico. In Francia il cinema è sostenuto dallo Stato perché è considerato parte dell’identità culturale di un popolo. E a loro volta molti cinema non hanno fatto nulla per rendere attraenti le sale, per rendere l’esperienza cinematografica qualcosa per cui valga la pena uscire di casa.

Un’attività di nicchia

La diffusione del virus ha potrebbe contribuire ancor di più alla concezione del cinema come un’attività di nicchia. Chiudere ancora una volta i cinema significa mettere in ginocchio un intero settore industriale ed economico, già messo a dura prova dai mesi scorsi. Migliaia di lavoratori dell’industria cinematografica rischiano di pagare un prezzo troppo alto. Se almeno ci fosse la certezza di una riapertura a Natale, da sempre il periodo più redditizio, si potrebbero almeno programmare delle strategie. Per questo motivo, chiudere i cinema in questo momento rischia di compromettere il rapporto con il pubblico ripreso con difficoltà negli ultimi mesi. Con i cinema chiusi sarà difficile per tutti rialzarsi un’altra volta.

Potrebbe interessarti anche: Perché Tolo tolo di Checco Zalone ha incassato meno del previsto?

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Per altri approfondimenti sul cinema continua a seguirci su www.virgo29.it/blog

Pierpaolo Festa

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