Il cinema ha raccontato negli anni i cambiamenti del mondo del lavoro attraverso importanti film. In occasione del 1 maggio, la Festa dei Lavoratori, scopriamo i migliori film sul lavoro

I migliori film sul lavoro

Tutti i mutamenti sociali e politici hanno un riflesso sul mondo del lavoro. Descrivere come cambia il mondo del lavoro vuol dire parlare dei cambiamenti della società. Il cinema ha raccontato delle prime fabbriche, del boom economico, delle lotte sindacali, della crisi economica e del precariato. Sono spesso film impegnati, drammi sulla disoccupazione, sull’importanza dei diritti e della dignità del lavoro. Ma anche la commedia, soprattutto attraverso le deformazioni del grottesco, ha mostrato le contraddizioni del mondo del lavoro. Tra i migliori film sul lavoro abbiamo scelto i più ricordati dal pubblico. Di seguito i 12 migliori film sul lavoro

Tempi moderni (1936) Charlie Chaplin

Un operaio di un’azienda fa fatica ad adattarsi all’avanzamento tecnologico e finirà in prigione. Qui conosce una bambina orfana e se ne prende cura. Un capolavoro del cinema mondiale che, attraverso una comicità fisica, mette in scena il rapporto tra uomo e progresso. Temi come l’alienazione del lavoro in fabbrica, la ripetizione ossessiva dei gesti e dai ritmi disumani delle macchine, filtrati attraverso il genio comico di Charlie Chaplin

Il Posto (1961) Ermanno Olmi

Negli anni del boom economico un ragazzo di una famiglia operaia arriva a Milano per partecipare a un concorso e ottenere il posto fisso. Qui conosce una ragazza e se ne innamora. Il film racconta le aspirazioni piccolo borghesi di un paese e l’entrata nel boom economico. Narrando così il cambiamento di una generazione e della società dell’epoca. Un’opera quasi neorealistica, un classico del cinema italiano.

La classe operaia va in paradiso (1971) Elio Petri

Ludovico “Lulù” Massa è un operaio carismatico. La sua vita cambia totalmente dopo essere rimasto vittima di un incidente sul lavoro. Un classico del cinema politico che parla di classe operaia e lotta di classe. Un’opera storica su come il lavoro possa investire totalmente la vita di un uomo, come riesca a far perdere il contatto con la realtà. Il film italiano che racconta meglio l’alienazione della vita dell’operaio

Fantozzi (1975) Luciano Salce

Fantozzi è la più famosa maschera del cinema italiano dopo Totò. Il ragionier Fantozzi, italiano medio piccolo borghese, è impiegato in una Megaditta e lavora all’Ufficio Sinistri. Attraverso il paradosso e il grottesco è uno dei film che ha meglio fotografato la realtà del mondo del lavoro. L’odio tra colleghi, il sottobosco aziendale, il servilismo dei dipendenti e lo sfruttamento dei padroni in un contesto surreale più vero del vero.

Una donna in carriera (1988) Mike Nichols

Melanie Griffith è Tess, una segretaria ambiziosa che non scende a compromessi con nessuno e che, per questo, si trova a dover cambiare spesso lavoro. Quando la sua nuova e prepotente capa le ruba un’idea, Tess escogita un piano per riprendersi ciò che le spetta. Una delle commedie americane simbolo degli anni 80 che racconta in maniera realistica le difficolta delle donne al lavoro. Dedicato a chiunque abbia un desiderio di rivalsa nel mondo del lavoro.

Riff Raff (1991) Ken Loach

Un giovane operaio uscito dal carcere per furto trova lavoro in un cantiere londinese. Qui, incontra un microcosmo disperato, i cui membri riescono ad essere solidali tra loro. Ken Loach è il regista che meglio ha saputo raccontare il mondo del lavoro e le condizioni degli operai. Ci mostra una visione realistica della Gran Bretagna nel periodo di Margaret Thatcher, dove si lavorava al limite della sopportazione fisica e mentale. Un film duro, impegnato, diretto.

Full Monty (1997) Peter Cattaneo

Alcuni operai disoccupati, a causa della chiusura della loro fabbrica, trovano un’idea per fare soldi: organizzare un gruppo di spogliarello maschile. Un film cult che ha fatto la storia del cinema britannico diventando un fenomeno di costume. Un’opera capace di rendere con ironia la drammaticità della situazione con al centro delle persone che non si perdono d’animo.

Il diavolo veste Prada (2006) David Frankel

Una ragazza trova lavoro come assistente di Miranda Priestly, l’editrice di una delle più conosciute riviste di moda, che si dimostra come una capa tirannica, rendendole il lavoro un inferno. Ormai un classico del cinema moderno che sotto la sua patina di commedia nasconde una riflessione sulle angherie nel mondo del lavoro. Meryl Streep diventa l’archetipo del capo tiranno che nessuno vorrebbe avere.

La ricerca della felicità (2006) Gabriele Muccino

Ispirato alla storia vera dell’imprenditore milionario Chris Gardner, il film racconta di un padre single senza casa, senza soldi, senza un lavoro e che cerca disperatamente di dare un futuro dignitoso al figlio. Tutti i suoi sforzi alla fine saranno ripagati. Un film che insegna a non perdere mai la speranza. Un’opera melodrammatica sulla ricerca del lavoro come ricerca della realizzazione in sé stessi e per la propria dignità

Tutta la vita davanti (2008) Paolo Virzì

Marta, laureata con lode, trova un impiego presso un call center che si dimostrerà un inferno. Intorno a lei un mondo inutile di sindacati e manifestazioni contro il precariato. Il primo film italiano a parlare in maniera diretta dei nuovi laureati precari e che mostra la vera faccia della realtà lavorativa post-crisi economica. Uno dei migliori film di Paolo Virzì, una feroce e grottesca commedia all’italiana. 

Tra le nuvole (2009) di Jason Reitman

George Clooney è un tagliatore di teste aziendale che vola da anni sugli Stati Uniti per fare il suo dovere: licenziare delle persone. La sua vita scorre tra aeroporti, alberghi e uffici ma senza alcuna vita affettiva. L’incontro con l’attraente Alex porterà scompiglio nella sua esistenza. Il film parla per la prima volta della figura del tagliatore di teste in auge dopo la crisi economica. Un’opera che aiuta a vedere il licenziamento da un’altra prospettiva.

Smetto quando voglio (2014) Sidney Sibilia

Dopo esser stato licenziato dall’università in cui lavora, un ricercatore recluta i suoi ex colleghi per produrre e vendere droga. Il precariato raccontato sotto forma di commedia grottesca e d’azione tra I soliti ignoti e Breaking Bad. Mai film ha saputo raccontare in maniera così divertente la crisi economica e il precariato delle migliori menti della nostra generazione tra battute a raffica e risate

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