Mentre pochi anni fa le serie tv erano considerate inferiori al cinema, in questo decennio c’è stato il sorpasso e hanno definitivamente soppiantato il grande schermo. Vediamo quali sono le migliori serie tv del decennio.

La rivoluzione è iniziata con l’arrivo delle piattaforme di streaming, prima tra tutte Netflix, che hanno cambiato le modalità produttive e di contenuto della serialità, rivoluzionando soprattutto la fruizione. Ognuno ora può vedere dove e come vuole la propria serie senza le limitazioni di un palinsesto precostituito. È nato il fenomeno del binge watching, la visione di episodi in maniera continuativa senza limiti.

In questo decennio si sono susseguite serie tv di altissima qualità tecnica con narrazioni audaci e una libertà di contenuti prima impensabile. Una sperimentazione di generi e di temi che il cinema ha ormai messo da parte. Tutto questo ha contribuito a rendere le serie tv il fenomeno del decennio, il più potente mezzo di racconto del presente, la nuova letteratura. Vediamo le migliori serie tv del decennio dal 2010 al 2019. Quindi non troverete capolavori come Breaking Bad o Mad Men e serie italiane fondamentali come Romanzo criminale e Boris in quanto prodotte nel decennio scorso.

Di seguito le migliori serie tv del decennio in ordine cronologico.

Downton Abbey (2010)

Saga familiare nell’Inghilterra tra gli anni Dieci e Venti. Scontro tra aristocrazia e popolo. Perfetto prodotto inglese. Una soap d’autore, popolare ma di classe.

Il Trono di Spade (2011)

Un kolossal epico, una saga fantasy. La serie che ha cambiato le regole della tv, quella che è veramente entrata nell’immaginario. Una rivoluzione nella cultura popolare di massa. Il vero fenomeno del decennio.

Black Mirror (2011)

Serie sull’invasione della tecnologia nella società contemporanea. Fotografia inquietante e surreale del nostro presente. È lo specchio dei nostri tempi. Alcuni episodi sono leggendari e profetici.

House of Cards (2013)

Pietra miliare della nuova serialità. La prima serie originale Netflix. Un’allegoria sul potere. Il dietro le quinte della politica americana che da qui in poi non sarà più la stessa. Kevin Spacey è un Frank Underwood da urlo.

Orange is the new black (2013)

Un dramedy con al centro delle donne diverse dal solito. La vita del carcere femminile con le sue durezze. Una rappresentazione non banale della diversità.

True Detective (2014)

Serie antologica che alza l’asticella del genere crime per diventare racconto metafisico. Thriller dell’anima in un America lugubre con due star (McConaughey e Harrelson) in stato di grazia. Atmosfere memorabili, dialoghi indimenticabili, regia perfetta.

Gomorra (2014)

Da qui inizia la svolta. L’Italia può competere con le serie americane. Qualità tecnica e artistica di alto livello, narrazione realistica, la creazione di un immaginario. La rivoluzione della serialità nostrana parte da qui. Nella tv italiana c’è un prima e un dopo Gomorra.

The Leftovers (2014)

Nel mondo sparisce il 2 % della popolazione e si mette in scena la reazione di una piccola comunità. Narrazione non lineare per un apologo filosofico sul dualismo tra ragione e fede. Una serie travolgente.

BoJack Horseman (2014)

Un cartoon su un cavallo, ex star della tv, in depressione. La serie che ridefinisce i canoni dell’animazione. Satira sul mondo dello spettacolo. I grandi temi dell’esistenza trattati in maniera irriverente ma anche commovente.

Better Call Saul (2015)

Breaking Bad è la serie migliore del decennio precedente. Lo spin off/prequel su Saul, l’avvocato senza scrupoli non è da meno. Ritmi lenti, ampi respiri, tensione e profondità. L’eredità di Breaking bad c’è è lotta insieme a noi.

Narcos (2015)

La storia di Pablo Escobar raccontata con ritmo e tensione. Un crime che ci porta dentro la Colombia e ci svela come funziona il narcotraffico. Pablo diventa un personaggio iconico e un meme.

Stranger Things (2016)

Uno dei fenomeni culturali di massa del decennio. Ritornano gli anni 80 ricostruiti in maniera filologica. Riferimenti cinematografici azzeccati, estetica accattivante, personaggi a cui è impossibile non affezionarsi. La serie che ridisegna l’immaginario collettivo della cultura popolare.

Fleabag (2016)

Phoebe Waller-Bridge realizza il racconto di una donna dei nostri giorni, mettendo in scena un nuovo punto di vista femminile sul mondo. Una donna anticonformista, irrequieta e spesso odiosa. Dramedy irriverente e intelligente condita di humour british.

The Young Pope (2016)

Paolo Sorrentino porta il suo stile nelle serie tv. Un’inedita descrizione del Vaticano contro ogni censura. Confezione scintillante, musica ad effetto e dialoghi memorabili. Con un ottimo Jude Law. Puro cinema d’autore.

The Crown (2016)

L’ascesa al trono della Regina Elisabetta raccontata minuziosamente nei suoi aspetti pubblici e privati. La storia di un paese narrata attraverso la storia della sua famiglia più importante. Ricostruzione elegante ed impeccabile. Una serie perfetta.

La fantastica signora Maisel (2017)

Una commedia su una donna che cambia la sua vita diventando una stand-up comedian. Libera e spregiudicata conto le convenzioni sociali. Dialoghi brillanti. Visivamente eccellente con scenografie e costumi degli anni 50 ricostruiti perfettamente.

The Handmaid’s Tale (2017)

Una serie distopica e inquietante sul futuro della condizione femminile. Il manifesto di un nuovo femminismo, simbolo dei diritti negati alle donne. Una grande metafora sul presente, disturbante e sconvolgente. Livello visivo eccellente.  Elizabeth Moss è una protagonista magnifica.

La casa di carta (2017)

Fenomeno popolare in tutto il mondo. La rapina più lunga della storia. Tanti difetti ma una grande escalation di suspense. Simbolo della ribellione del popolo contro la casta. Le maschere di Dalì ormai sono un simbolo.

L’amica geniale (2018)

Tratta dal best seller del decennio. Storia di un’amicizia femminile nella ruvida Napoli degli anni 50. Romanzo di formazione crudo e diretto, che si ispira al neorealismo. Recitazione naturalistica, regia elegante. Un lungo film d’autore colto e popolare.

Chernobyl 2019

Una messa in scena realistica del più grande disastro nucleare della storia. Un lungo film in cui sembra di assistere ad un documentario. Tecnicamente ineccepibile. Ricostruzione perfetta. Realistico e inquietante.

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