Woody Allen è un genio del cinema mondiale ed uno dei registi più prolifici di sempre. Scopriamo i migliori film di Woody Allen.

I migliori film di Woody Allen

Le opere di Woody Allen, seppur diverse, non solo altro che variazioni sullo stesso tema: una riflessione tragicomica sulla caducità della vita, sull’uomo quale essere imperfetto. Nei suoi film ha messo in scena sé stesso, le sue fobie e le sue crisi e le sue battute sono diventate ormai degli aforismi. La sua caratura e la sua influenza nel cinema degli ultimi 40 anni sono incontestabili.  Scopriamo i 15 film più rappresentativi della sua poetica, di seguito in ordine cronologico i migliori film di Woody Allen. 

Prendi i soldi e scappa (1969)

Un aspirante criminale vede ogni suo tentativo di rapina finire male mentre passa da una prigione all’altra. Primo film da regista in cui subito esplode il suo stile inconfondibile. Si ride tanto con gag memorabili e dialoghi fulminanti. Nasce un nuovo tipo di comicità originale e nonsense. 

“Presto avremo un bambino. Me l’ha detto il dottore, è sicuro. Sarà il mio regalo per Natale” “Ma a me bastava una cravatta!”

Amore e guerra (1975)

Nell’era napoleonica, Allen è un pacifista codardo costretto ad arruolarsi nell’esercito russo. Si innamora di Diane Keaton e cerca di uccidere Napoleone. Riferimenti alti alla letteratura russa tra gag e battute a raffica.  E’ il film di passaggio tra la comicità pura degli esordi e l’inizio della fase più autoriale con commedie sofisticate e complesse.

“Dio ci mette alla prova! Ma non ci poteva dare una prova scritta?!”

Io e Annie (1977)

Woody mette in scena le sue riflessioni sulla vita, nel tentativo di capire i motivi del fallimento della sua storia d’amore con Annie. La pellicola che segna una svolta nella sua carriera, il film della maturità. che consacra Allen tra i maggiori registi americani. Vincitore di 4 Oscar come miglior film, regia, sceneggiatura e attrice a Diane Keaton.

“Ehi, non denigrare la masturbazione: è sesso con qualcuno che amo”

Manhattan (1979)

Woody è un autore televisivo lasciato dalla moglie per un’altra donna, che si ritrova a frequentare una ragazza molto più giovane di lui mentre conosce un’altra donna. Ma la vera protagonista è New York. Un inno d’amore per la sua città, esaltata dal bianco e nero e dalle musiche di Gershwin. Summa della sua poetica e autentico capolavoro.

“Sei così bella che stento a tenere gli occhi sul tassametro!”

Zelig (1983)

Un finto documentario degli anni 20 su un uomo, Leonard Zelig, affetto da una patologia che lo porta a ad assumere le sembianze di qualsiasi suo interlocutore. Metafora sul potere della massa, sull’annullamento dell’identità. Un film tecnicamente impressionante tale da sembrare un vero documentario. 

“Ho un caso interessantissimo: due gemelli siamesi che soffrono di doppia personalità. Sono pagato da otto persone”

Broadway Danny Rose (1984)

Woody è Danny Rose, uno sfigato impresario teatrale che incontra la vamp Mia Farrow. Una dichiarazione d’amore per il sottobosco dello spettacolo, quello dei localini fumosi, degli artisti di serie b. Commedia leggera e amara ritratta in un malinconico bianco e nero. 

“Tesoro, io te lo giuro: tradisce solo con te. Ha una sua integrità, tradisce con una persona per volta”

La rosa purpurea del Cairo (1985)

Mia Farrow per evadere dalla propria vita insoddisfacente si rifugia in un cinema vedendo più volte lo stesso film, fino a che il protagonista non esce dallo schermo ed entra nella sua vita. Un Allen solo regista in un film citatissimo dagli echi pirandelliani. Un omaggio al cinema e al suo ruolo di fabbrica di sogni e di fuga dalla realtà.

“Sono confusa, sono sposata, ho appena incontrato un uomo stupendo… È immaginario, ma non si può mica avere tutto!”

Hannah e le sue sorelle (1986)

La storia di tre sorelle tra amori e tradimenti con uomini pessimi tra cui l’ipocondriaco Allen. Il tutto scandito da tre feste del giorno del Ringraziamento. Un cast corale per il film di Allen più femminista e con forti influenze bergmaniane. Ad oggi è considerato unanimemente uno dei capolavori del regista. 

Mi sono divertito un monte, stasera. È stato come il processo di Norimberga”

Crimini e misfatti (1989)

Un borghese ricattato dall’amante e un cineasta depresso. Due storie parallele che non si incontrano mai se non alla fine. Un dramma e una commedia. Un film nerissimo su un delitto senza castigo. Piena rappresentazione della filosofia alleniana in cui il male vince sempre sul bene. Per molti il suo miglior film.

“L’ultima volta che sono entrato in una donna è stato quando ho visitato la Statua della Libertà”

Mariti e mogli (1992)

In seguito alla separazione di una coppia di amici, due coniugi mettono in discussione il proprio matrimonio. Ultimo film con Mia Farrow che racconta l’essenza e la brutalità dei rapporti umani. Per Allen un film innovativo e diverso dal punto di vista tecnico, girato con telecamera a mano, tagli improvvisi e salti da una scena all’altra.

“La vita non imita l’arte, imita la cattiva televisione”

Misterioso omicidio a Manhattan (1993)

Woody Allen e Diane Keaton movimentano la loro vita di coppia indagando sulla morte di una persona. La pellicola segna un ritorno al comico puro per il regista. La coppia è perfetta, i dialoghi sono frizzanti e alcune gag sono da antologia. Tra i suoi film più leggeri e divertenti

“Io non posso ascoltare troppo Wagner, lo sai: già sento l’impulso ad occupare la Polonia”

Harry a pezzi (1997)

Allen mette in scena la crisi di uno scrittore in una pellicola semi-autobiografica in cui il regista riflette sul proprio mestiere e sulla propria vita. Film folle e dissacrante con citazioni felliniane in cui non sono visibili i confini tra la finzione e la realtà. Si ride molto.

“Le due parole che uno desidera di più sentirsi dire… Ti amo? Assolutamente no. È benigno”

Match Point (2005)

Un giovane arrampicatore sociale entra nella vita di una famiglia della borghesia inglese. Un thriller drammatico e filosofico sul destino e il caso. Un film amatissimo, per molti il suo capolavoro. Inizia qui la nuova era di Woody, quasi solo regista, in una nuova giovinezza artistica con successi di critica e pubblico.

È incredibile come cambia la vita se la palla va oltre la rete o torna indietro, no?

Midnight in Paris (2011)

Uno sceneggiatore americano in vacanza a Parigi si trova catapultato negli anni 20 incontrando Bunuel, Picasso, Hemingway, Scott Fitzgerald. Un film cult sul bisogno di rifugiarsi nel passato, divertente e affascinante, con una Parigi da cartolina. Il più grande successo al botteghino del regista.

“Io penso che l’amore vero, autentico, crei una tregua dalla morte… la vigliaccheria deriva dal non amare o dall’amare male”

Blue Jasmine (2013)

Una donna vede il proprio mondo cadere in frantumi e cerca di dare un nuovo senso alla propria vita. Una delle pellicole di Allen più amare e distruttive, con un ritratto di donna meraviglioso interpretato divinamente da Cate Blanchett che vince un meritatissimo Oscar come miglior attrice. 

“C’è un limite ai traumi che una persona può sopportare prima di mettersi ad urlare in mezzo alla strada”

Potrebbe interessarti ancheI 20 film più importanti del decennio

Se ti è piaciuto l’articolo seguici anche su Instagram per ulteriori curiosità sull’argomento.

Per altri approfondimenti sul cinema continua a seguirci su www.virgo29.it/blog