Woody Allen è un genio del cinema mondiale. Nei suoi film ha messo in scena sé stesso, le sue fobie e le sue crisi con il suo proverbiale cinismo. Scopriamo i migliori film di Woody Allen.

I migliori film di Woody Allen

Le opere di Woody Allen, seppur diverse, non solo altro che variazioni sullo stesso tema, una riflessione tragicomica sulla caducità della vita, sull’uomo quale essere imperfetto. Le sue battute lapidarie sono diventate ormai degli aforismi. Ed è anche uno degli artisti più prolifici di sempre. Dagli anni 70, ogni anno, c’è un suo film in sala.

Nonostante negli ultimi tempi stiano cercando di screditarlo ripescando vecchie storie sul suo conto, la sua caratura e la sua influenza nel cinema degli ultimi 40 anni sono incontestabili. In occasione dell’uscita della sua autobiografia “A proposito di niente” e dell’annuncio di voler girare la sua ultima pellicola, ecco una lista dei 10 film più rappresentativi della sua poetica. Di seguito i migliori film di Woody Allen.

Amore e guerra (1975)

Nell’era napoleonica Allen è un pacifista codardo costretto ad arruolarsi nell’esercito russo. Si innamora di Diane Keaton e cerca di uccidere Napoleone. Film di passaggio tra la pura comicità degli esordi e i film più autoriali. Riferimenti alti (Dostoevskij, Tolstoj) tra gag e battute a raffica.

“Dio ci mette alla prova! Ma non ci poteva dare una prova scritta?!”

Io e Annie (1977)

Woody mette in scena le sue riflessioni sulla vita e la storia d’amore finita con Annie, nel tentativo di capire i motivi di questo fallimento. La pellicola che segna una svolta nella sua carriera, è il primo film della maturità. Sicuramente tra i migliori film di Woody Allen e uno dei più citati.

“Ehi, non denigrare la masturbazione: è sesso con qualcuno che amo”

Manhattan (1979)

Woody è un autore televisivo lasciato dalla moglie per un’altra donna, che si ritrova a frequentare una ragazza molto più giovane di lui e intanto conosce un’altra donna. In questo intreccio amoroso la vera protagonista è New York. Un inno d’amore per la sua città esaltata dal bianco e nero e dalle musiche di Gershwin. Summa della sua poetica e autentico capolavoro.

“Sei così bella che stento a tenere gli occhi sul tassametro!”

Zelig (1983)

Un finto documentario degli anni 20 su Leonard Zelig, affetto da una patologia che lo porta a ad assumere le sembianze di qualsiasi suo interlocutore. Metafora sul potere della massa, sull’annullamento dell’identità. Tecnicamente impressionante, le scene girate e i filmati dell’epoca sono giustapposte perfettamente tanto da non intravederne la differenza.

“Ho un caso interessantissimo: due gemelli siamesi che soffrono di doppia personalità. Sono pagato da otto persone”

Broadway Danny Rose (1984)

Woody è Danny Rose uno sfigato impresario teatrale che incontra la vamp (Mia Farrow). Ritratto del sottobosco dello spettacolo, quello dei localini fumosi, degli artisti di serie b. Commedia leggera e malinconica.

“Tesoro, io te lo giuro: tradisce solo con te. Ha una sua integrità, tradisce con una persona per volta”

La rosa purpurea del Cairo (1985)

Mia Farrow sfugge dalla propria vita insoddisfacente rivedendo al cinema più volte un film, fino a che il protagonista non esce dallo schermo ed entra nella sua vita. Film di Allen solo come regista con echi pirandelliani. Un omaggio al cinema e al suo ruolo di fabbrica di sogni e di fuga dalla realtà.

“Sono confusa, sono sposata, ho appena incontrato un uomo stupendo… È immaginario, ma non si può mica avere tutto!”

Hannah e le sue sorelle (1986)

La storia di tre sorelle tra amori e tradimenti con uomini pessimi tra cui l’ipocondriaco Allen. Il tutto scandito da tre feste del giorno del Ringraziamento. Cast corale e tra i migliori film di Woody Allen. Il suo film più femminista è un capolavoro con influenze bergmaniane.

Mi sono divertito un monte, stasera. È stato come il processo di Norimberga”

Crimini e misfatti (1989)

Un borghese ricattato dall’amante e un cineasta depresso. Due storie parallele che non si incontrano mai se non alla fine. Un dramma e una commedia. Un film nerissimo su un delitto senza castigo. Piena rappresentazione della filosofia alleniana in cui il male vince sempre sul bene. Tema poi ripreso in “Match Point”. Uno dei suoi capolavori.

“L’ultima volta che sono entrato in una donna è stato quando ho visitato la Statua della Libertà”

Misterioso omicidio a Manhattan (1993)

Woody Allen e Diane Keaton movimentano la loro vita di coppia indagando sulla morte di una persona. Tra i suoi film più leggeri e divertenti. La coppia è perfetta e i dialoghi sono frizzanti. Alcune gag sono da antologia.

“Io non posso ascoltare troppo Wagner, lo sai: già sento l’impulso ad occupare la Polonia”

Harry a pezzi (1997)

Allen mette in scena la crisi di uno scrittore. Pellicola semi-autobiografica in cui il regista riflette sul proprio mestiere e sulla propria vita. Film folle con citazioni felliniane in cui non sono visibili i confini tra la finzione e la realtà. Si ride molto.

“Le due parole che uno desidera di più sentirsi dire… Ti amo? Assolutamente no. È benigno”

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