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I migliori film di Paolo Sorrentino

Paolo Sorrentino è uno dei più noti registi italiani. Dal 2001, anno del suo primo film, ha girato 8 film e 2 serie tv che lo hanno eletto tra i miglior registi della sua generazione. Vediamo i migliori film di Paolo Sorrentino.

Sorrentino ha rivoluzionato il cinema italiano, con le sue inquadrature ardite, i dialoghi ricercati, l’uso inconsueto della musica, le trame minime e i personaggi iconici. Il suo stile è così riconoscibile che è ormai “sorrentiniano” è diventato un aggettivo. Ogni suo film divide il pubblico tra chi lo ama e chi lo odia. Una ventata d’aria nuova nel nostro cinema che lo ha portato a conquistare l’Oscar.

In occasione dei suoi 50 anni ecco la lista dei migliori film di Paolo Sorrentino, dal peggiore al migliore.

9. L’amico di famiglia (2006)

Terzo film di Sorrentino. Il protagonista è uno strozzino, Geremia de’ Geremei, interpretato da Giacomo Rizzo. Un uomo brutto sia fisicamente che moralmente che vive in una società ancor più cattiva di lui. È un mondo laido e corrotto in cui nessuno ha morale. Un film grottesco, un genere difficile che infatti Sorrentino non maneggia bene. Si perde in troppi simbolismi, nella continua ricerca del disagio, del perturbante. Non c’è empatia con alcun personaggio. Un film minore. Infatti sia la critica che il pubblico non hanno apprezzato.

8. Loro 1 / Loro 2 (2018)

Dittico in due parti sul crepuscolo di Silvio Berlusconi, sulla fine del suo impero. Ma sarà che la figura di Berlusconi è ormai satura, sarà che aver diviso il film in due parti ha allungato troppo il brodo, l’opera non può dirsi certo riuscita. Sorrentino non riesce a trovare un punto di vista originale, forse è ancora troppo presto per parlare di Berlusconi con obiettività. Il film sembra confuso e anche Toni Servillo sembra fuori parte. Non mancano comunque scene d’antologia come i litigi con Veronica. Ma anche scene imbarazzanti (la pecora che muore a inizio film).

7. The Young Pope (2016)/ The New Pope (2020)

Sorrentino si dà alle serie tv. Entra nel Vaticano a suo modo, con la storia di un Papa giovane e conservatore (Jude Law) che viene sostituito nella seconda stagione da un Papa aristocratico e dandy (John Malkovich). Sorrentino si sbizzarrisce tra le stanze segrete del clero, un impero impietoso e decadente, oltre ogni censura. Confezione sfarzosa ma purtroppo il formato della serie non fa per lui, si dilunga troppo e si perdono le coordinate della narrazione. Molta estetica e a volte poca sostanza. Ma non mancano battute memorabili, scene potenti e spesso commoventi. Indimenticabile Silvio Orlando con il suo Cardinale Voiello.

6. Youth – La giovinezza (2015)

Un direttore d’orchestra e uno sceneggiatore ormai anziani trascorrono la loro vecchiaia in un albergo. Sorrentino affronta di petto il tempo che passa. Tema sempre presente nei suoi film ma che qui è in primo piano. Ma è soprattutto un film sul rapporto tra i padri e i figli. Grande cast internazionale (Michael Caine, Harvey Keitel, Jane Fonda, Rachel Weisz) per un film minore che segue “La grande bellezza”. Si intravedono qualche manierismo di troppo e un eccesso di metafore e simbolismi. Ma restano dei momenti emozionanti (il concerto finale).

5. This must be the place (2011)

Il primo film americano di Sorrentino. Sean Penn è Cheyenne ex rockstar depressa, che ricorda il leader dei Cure, che deve raggiungere il padre in punto di morte. Ma il suo compito non finisce qui. Scritto su misura per Sean Penn. Il film è considerato dalla critica poco riuscito, oscurato da un Penn sopra le righe. Invece è un road movie divertente ed ha ottime trovate. Un romanzo di formazione su un uomo maturo che non riesce a crescere. Omaggio a David Byrne che firma le musiche del film. Forse uno delle pellicole più divertenti di Sorrentino.

4. Le conseguenze dell’amore (2004)

Titta Di Girolamo vive in un albergo ed ha un lavoro misterioso, decide di cambiare vita ma ne pagherà le conseguenze. Secondo film di Sorrentino che contribuisce a decretarne il successo. E’ un Sorrentino rarefatto e distaccato, diverso dal regista di oggi. Un film di grande raffinatezza stilistica, essenziale e minimalista. Qui racconta la sua unica vera storia d’amore. Ma in realtà è un film sull’amicizia. Finalmente il pubblico e la critica con questo film si accorgono della grandezza di Toni Servillo. Basti vedere il suo sguardo nella scena finale. Tra i migliori film di Paolo Sorrentino

3. L’uomo in più (2001)

Opera prima e probabilmente uno dei migliori esordi di sempre nel cinema nostrano. Fu un flop al cinema ma rivelò una voce nuova nel panorama cinematografico italiano. Due uomini diversi, un cantante e un calciatore accomunati dallo stesso nome, Antonio Pisapia. Due uomini che sono nell’abisso, si illudono di risalire ma riscenderanno di nuovo negli inferi. Ambientato in una Napoli anni 80 meravigliosa. La storia è ispirata a due figure reali: Franco Califano e Agostino Di Bartolomei. Un’idea ottima e una sceneggiatura perfetta in cui si intravedono le coordinate dello stile sorrentiniano, senza le esagerazioni degli ultimi film. Il cantante disegnato da Toni Servillo è un personaggio che non si dimentica facilmente.

2. Il divo (2008)

Biopic su Giulio Andreotti, il personaggio più ambiguo della politica italiana. Sorrentino disegna una figura immobile, ieratica ma luciferina, di rara intelligenza e di dialettica sferzante. Più il personaggio è fisso e immobile, più la macchina da presa si muove indiavolata tra inquadrature ardite e musica strepitosa. Basti pensare ai primi minuti del film con la stupenda carrellata delle misteriosi morti italiane. Un Sorrentino libero e senza censure che va oltre il cinema politico di denuncia per diventare racconto metaforico sul potere. Qualsiasi film politico non può prescindere dal Divo. Un Toni Servillo mostruoso. Premio della giuria a Cannes.

1. La grande bellezza (2013)

Il suo film più conosciuto e che lo ha consacrato come regista di successo a livello internazionale. La sua opera più divisiva. Riceve premi in tutto il mondo compreso l’Oscar al miglior film straniero. Jep Gambardella è uno scrittore disilluso dalla vita, che decide all’alba dei suoi 65 anni di vivere come vuole. Malinconico ritratto di una città indifferente e seducente attorno al quale ruota un’umanità decadente. C’è chi dice che l’opera sia solo un esercizio di stile, troppo debitore del modello felliniano. Ci sono alcune scene non riuscite (i fenicotteri) ma il film regala squarci di bellezza. È un vortice all’interno del quale non si può entrare senza lasciarsi travolgere. Un film sul tempo che passa, sulla caducità della vita. La visione estetizzante di Sorrentino si sposa qui perfettamente con il contenuto del film. La Roma metafisica ripresa in quel modo non sarà più la stessa. Toni Servillo nel ruolo della vita. Verdone e Ferilli indimenticabili. Il suo capolavoro.

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Pierpaolo Festa

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