Massimo Troisi è uno dei geni della comicità italiana. Nonostante la prematura scomparsa nel 1994 a soli 41 anni, la sua presenza all’interno del cinema italiano è ancora vivida. Vediamo i migliori film di Massimo Troisi

La sua comicità malinconica e poetica ha portato alla ribalta un nuovo modo di rappresentare la napoletanità, lontano dagli stereotipi e dai luoghi comuni. Il suo accento napoletano a tratti incomprensibile, la sua gestualità, il suo linguaggio afasico hanno creato uno stile totalmente personale. I suoi film sono ormai dei classici della comicità italiana e le sue battute sono delle perle esistenziali. La sua comicità filosofica sottintende uno sguardo profondo e mai banale, un modo diverso di intendere le cose, di vedere il mondo da un altro punto di vista. Ci resta il rimpianto di sapere cosa altro ci avrebbe regalato.

A 25 anni dalla sua scomparsa ecco i migliori film di Massimo Troisi in ordine di gradimento.

6. Le vie del signore sono finite (1987)

Quarto film di Massimo Troisi. In epoca fascista, Troisi è Camillo Pianese, un invalido psicosomatico che ha perso l’uso delle gambe, a causa della fine della sua relazione con Vittoria (Jo Champa). Film minore poco ricordato nella sua filmografia. Non è completamente riuscito ma ha degli spunti interessanti. Un’idea profonda da film d’autore, molto attento alla descrizione del contesto del periodo, segno di una maturità artistica, che ci fa presagire cosa avrebbe potuto regalarci negli anni a seguire.

“Per fare arrivare i treni in orario, però, se vogliamo, mica c’era bisogno di farlo capo del governo: bastava farlo capostazione…

5. Il postino (1994)

La nascita dell’amicizia tra un giovane postino e il poeta Pablo Neruda. L’ultima interpretazione di Massimo Troisi che con quest’opera passa tragicamente alla storia. Troisi infatti si spense poche ore dopo l’ultimo ciak. È il film più intimo e meno comico della sua carriera. Una sorta di testamento artistico. Un ottimo film ma purtroppo reso malinconico dalla consapevolezza che è la sua ultima opera. Si percepiscono la sua debolezza e la sua fragilità che non ce lo fanno godere appieno. È l’opera che ha reso celebre Troisi nel mondo. Il film ha ottenuto 5 candidature agli Oscar del 1996, tra cui quella come Miglior attore protagonista.

 “La poesia non è di chi la scrive… è di chi gli serve!”

4. Non ci resta che piangere (1984)

Siamo nella storia della comicità italiana. Mario e Saverio sono due amici che si trovano catapultati nell’anno 1492. L’incontro con Roberto Benigni, un altro genio della comicità, è esplosivo. Gran parte del film si basa sulle prove attoriali dei due che improvvisano a ruota libera. Il film è discontinuo, è puramente comico e meno personale di altre sue opere ma le scene entrate nella storia sono tante. Basti vedere la lettera a Savonarola in cui citano Totò e Peppino mostrando di esserne assolutamente all’altezza. Le battute memorabili sono entrate nel linguaggio comune (Un fiorino?). Ovviamente fu un trionfo di incassi.

“Ricordati che devi morire!! Sì, sì, no, mo’ me lo segno proprio…”

3. Scusate il ritardo (1983)

Il secondo film di Troisi parla della tormentata storia d’amore tra Vincenzo e Anna (Giuliana De Sio). Ma racconta anche le sofferenze di Tonino (un meraviglioso Lello Arena), migliore amico di Vincenzo, appena lasciato dalla fidanzata. Rispetto al precedente “Ricomincio da tre” perde un po’ in comicità ma ne guadagna in profondità. È un saggio sui sentimenti molto profondo che mette in luce il suo spirito malinconico in una Napoli insolitamente piovosa. Ci sono dei momenti indimenticabili (la partita Napoli -Cesena, la febbre). Da manuale della comicità il litigio sotto la pioggia con Lello Arena.

“A vita s’adda piglià comme vene… io ‘a piglio comme và? Io ‘a piglio comme vene, solo che a me me vene sempe ‘na chiavica, guarda a cumbinazion!”

2. Pensavo fosse amore invece era un calesse (1991)

Il film parla della complicata relazione tra Tommaso e Cecilia. La partner, forse la migliore di tutti i suoi film, è interpretata da Francesca Neri. Il film è interamente dedicato al tema dell’amore. Un argomento già centrale nei precedenti lavori, che qui viene affrontato in maniera ancora più personale e intima. Quasi un trattato filosofico sul rapporto tra i due sessi. Per la colonna sonora del film Pino Daniele compose il brano “Quando”, una delle canzoni italiane più belle di sempre. Il finale con la Neri vestita da sposa che cammina per le strade di Napoli è la migliore scena da regista girata da Troisi. Sicuramente tra i migliori film di Massimo Troisi.

Io credo che, in particolare, un uomo e una donna siano le persone meno adatte a sposarsi tra di loro”

1. Ricomincio da tre (1981)

Primo film di Massimo Troisi. Qui è Gaetano, un giovane, introverso e impacciato, che parte da Napoli per trovare il suo posto nel mondo. L’esordio al cinema è stato dirompente. Una rivoluzione nel cinema comico italiano. È il manifesto della sua poetica. Seppur con delle ingenuità da opera prima, ci sono milioni di battute e di scene (la scelta del nome, Robertino, il tormento dell’emigrante) da antologia della comicità. Sicuramente il suo film più riuscito. La pellicola poi diventerà un modello per tutti i comici che dal cabaret debuttano al cinema ma che raramente hanno mostrato lo stesso talento di Troisi.

“Quando c’è l’amore c’è tutto. No ti sbagli, chella è ‘a salute.”

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