Dopo aver parlato dei 20 film internazionali più importanti del decennio,  scopriamo ora i 20 film italiani più importanti del decennio.

I 20 film italiani più importanti del decennio

Parliamo del cinema mainstream, quello più popolare, non i film da festival ma quelli più amati dal pubblico, che sono riusciti a coniugare qualità e popolarità. Sono spesso film che si muovono all’interno della commedia, il nostro genere più amato. Ma in questo decennio alcune pellicole hanno aperto a nuovi generi attraverso inedite contaminazioni. In questi anni alcuni autori si sono confermati e ne sono stati lanciati di nuovi. Di seguito i 20 film italiani più importanti del decennio, in ordine cronologico

Mine vaganti (2010) di Ferzan Ozpetek

Forse il film di Ozpetek più amato dal pubblico. Il regista qui condensa tutti i suoi tipici stilemi (omosessualità, pranzi di famiglia, musica ad effetto) ma per la prima volta sotto forma di pura commedia. Critica e pubblico applaudono all’unanimità. 8 milioni di incasso e molti premi. Una combinazione perfetta che difficilmente il regista replicherà negli anni successivi.

Benvenuti al Sud (2010) di Luca Miniero

L’archetipo della commedia italiana degli anni Dieci. Remake di un film francese, scontro Nord-sud, paesino di provincia, la coppia Bisio/Siani. Una formula perfetta che diventerà un modello per la maggior parte delle commedie italiane a venire. Incasso record sui 30 milioni, uno dei film italiani più visti di sempre.

Habemus papam (2011) di Nanni Moretti

Il film di Moretti è nella storia del costume, anticipando profeticamente ciò che accadrà due anni dopo: la rinuncia del pontificato del Papa. Il regista ci permette di entrare dentro il Vaticano che fino ad allora era un luogo inaccessibile. Ispira lo Young Pope di Sorrentino e fa la storia. L’ultimo vero successo di Nanni

La migliore offerta (2013) di Giuseppe Tornatore

Tornatore firma la sua opera migliore dopo anni. Un thriller europeo con un cast internazionale e una trama solida, piena di colpi di scena. Fa quello che dovrebbe fare il cinema, raccontare storie che resistono nel tempo con delle immagini che restano. Grande successo di pubblico (9 milioni di euro). Sicuramente tra i film italiani più importanti del decennio.

La grande bellezza (2013) di Paolo Sorrentino

Forse il film italiano più importante del decennio con cui Sorrentino porta all’Italia un Oscar dopo anni. A pochi giorni dall’uscita il film entra nell’immaginario collettivo. Un titolo che diventa un modo di dire, la canzone della Carrà è un tormentone, si crea un dibattito, che va ancora avanti, tra chi lo odia e chi lo ama. E’ il vertice massimo del regista, che conferma la sua influenza nel cinema italiano.

La mafia uccide solo d’estate (2013) di Pif

Pif ha l’ottima idea di raccontare la mafia dal punto di vista di un bambino e di come condizioni le vite delle persone comuni. Non è il capolavoro che si pensava all’uscita ma è un buon cinema medio. Ha un ottimo titolo ed è uno dei pochi film d’esordio italiani di vero successo popolare (4 milioni di euro), ispirando anche una serie tv.

Il capitale umano (2014) di Paolo Virzì

Virzì si conferma tra i migliori registi italiani, grazie ad ottimi titoli di enorme successo sia di critica che di pubblico (La prima cosa bella, La pazza gioia). Ma “Il capitale umano” è il suo miglior film. Un thriller ma con le maschere della sua solita commedia amara. Sceneggiatura a incastro perfetta, riesce a farci appassionare ad una storia dando al contempo una fotografia inquietante dell’Italia della crisi.

Smetto quando voglio (2014) di Sidney Sibilia

Il film che ha segnato una svolta nella commedia. Sibilia mischia la commedia all’italiana de “I soliti ignoti” con l’estetica delle serie tv alla “Breaking bad”. Racconta i 30 enni precari, senza sermoni, ma attraverso una commedia cinica realizzata con una fotografia acida. Diventa un trampolino di lancio per degli attori che da qui in poi ritroveremo in ogni commedia (Leo, Fresi, Calabresi, Aprea, Sermonti).

Il giovane favoloso (2014) di Mario Martone

Il cinema d’essai che incontra a sorpresa il favore del pubblico (6 milioni di euro). A dimostrazione del grande appeal della figura di Leopardi sui giovani ma merito anche della grande interpretazione di Elio Germano, che si conferma il miglior attore della sua generazione. Un film che riporta al cinema la moda dei biopic sui personaggi che hanno fatto la storia del paese, in precedenza a totale appannaggio della fiction televisiva.

Suburra (2015) di Stefano Sollima

Sorta di spin off di “Romanzo criminale” che racconta la Roma di mafia capitale, degli intrecci tra la politica, la chiesa e la malavita. Sollima porta al cinema il linguaggio delle serie tv alla “Gomorra”, di cui è regista. E anche se non ci riesce pienamente si conferma il nostro migliore regista d’azione. Il film diventa la prima serie italiana di Netflix.

Quo vado? (2016) di Gennaro Nunziante

Zalone, con la sua perfetta incarnazione dell’italiano medio è il comico del decennio. Ogni suo film è un evento, in grado di salvare il box office del cinema italiano. Il suo quarto film Quo vado è il più visto di sempre in Italia (65 milioni). Ed è il suo miglior film, quello maggiormente legato all’attualità, il più divertente. Zalone è una delle poche certezze del cinema italiano degli ultimi anni.

Perfetti sconosciuti (2016) di Paolo Genovese

Uno dei film più amati dal pubblico degli ultimi anni. L’idea dei telefonini è moderna, attuale, rispecchia pienamente le nostre relazioni. E infatti è un successo enorme (17 milioni di euro) ed è un caso raro di film italiano che ha ispirato remake in tutto il mondo. Uno di quei film che fanno il costume del paese con un’idea forte, una buona sceneggiatura e degli ottimi attori. 

Lo chiamavano Jeeg Robot (2016) di Gabriele Mainetti

Primo vero film di supereroi in Italia ma fatto a modo nostro, mischiando Batman con la periferia pasoliniana. Crea una nuova epica, qualcosa che prima non esisteva. Lancia la stella Luca Marinelli e la rivelazione Ilenia Pastorelli. Da qui in poi si è segnata una svolta nel cinema italiano oltre la commedia e il cinema d’autore. Senza dubbio uno dei film italiani più importanti del decennio.

Veloce come il vento (2016) di Matteo Rovere

Fare un film di gare di motori in Italia sembrava impossibile. Rovere prende un modello straniero alla “Fast e furious” e lo radica nel territorio italiano, ambientandolo nella provincia emiliana, con al centro i sentimenti e la famiglia. E ci riesce in pieno grazie ad uno Stefano Accorsi regala la sua miglior performance di sempre.

L’ora legale (2017) di Ficarra e Picone

Questo è il decennio dell’antipolitica. Ficarra e Picone, con una commedia come quelle dei tempi d’oro, intercettano l’aria del paese, mettendo alla berlina il popolo che invoca l’onestà a tutti i costi. Una satira attuale che porta un grande successo (10 milioni) e anche il plauso della critica. Ficarra e Picone si confermano tra i comici più amati d’Italia.

Ammore e malavita (2017) di Manetti Bros.

I Manetti Bros sono sempre stati registi di culto ma di scarso successo. Con questo film in concorso a sorpresa a Venezia conquistano finalmente la notorietà che meritano. Prendono l’immaginario di Gomorra e ne fanno una parodia con un musical dissacrante e postmoderno. Mischiando sapientemente il crime con la sceneggiata napoletana. Un vero cult.

Come un gatto in tangenziale (2017) di Riccardo Milani

Paola Cortellesi è l’unica star comica femminile del decennio. I suoi film mettono in scena i temi più caldi dell’attualità sotto forma di commedia popolare. Questo film, con Antonio Albanese, a sorpresa è un successo (9 milioni). Parla dello scontro tra la Roma del centro e quella della periferia, dell’odio tra il popolo e l’élite, uno dei temi più sentiti del decennio. Il titolo diventa un modo di dire.

Chiamami col tuo nome (2018) di Luca Guadagnino

Luca Guadagnino, amatissimo all’estero ma da sempre ignorato in Italia, finalmente centra il bersaglio anche nel suo paese. Grande successo internazionale con tanto di nomination all’Oscar. Il mondo è conquistato da questa storia di coming of age gay e il successo arriva anche nel nostro paese. Il film già è un cult e rende Guadagnino un nome importante nel cinema internazionale.

A casa tutti bene (2018) di Gabriele Muccino

Ritorno in grande stile di Muccino che richiama a sè mezzo cinema italiano. Il film è la summa dei suoi temi più tipici (la crisi della famiglia, coppie che urlano, musica enfatica). La critica storce il naso ma il pubblico risponde bene (9 milioni di euro) riportando il regista al successo dei tempi d’oro. E’ un Muccino allo stato puro, autore di un cinema popolare che il pubblico apprezza e ama.

Dogman (2018) di Matteo Garrone

Tra i film italiani più importanti del decennio non poteva mancare Garrone, che con “Dogman” realizza il suo capolavoro. Riprende il cinema underground degli inizi unendolo allo stile onirico degli ultimi film. Racconta la storia del canaro, una storia dura di periferia, sporca ma  che lui rende poetica. Garrone si conferma un regista di classe, un creatore di mondi, ed anche uno scopritore di volti inediti (Marcello Fonte).

Il traditore (2019) di Marco Bellocchio

Bellocchio è un autore storico del cinema italiano, un autore difficile, da festival. Fa un film su Buscetta che è un mix tra il cinema d’impegno civile e le serie Netflix ed è un trionfo di premi e il suo più grande successo di pubblico. Molto è dovuto all’eccellente performance di Pierfrancesco Favino, ormai la nostra unica vera star nazionale, l’attore italiano più amato degli ultimi anni.

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