Ugo Tognazzi è stato un attore, regista, comico e sceneggiatore italiano. È considerato uno dei “mattatori” della commedia all’italiana insieme ad Alberto Sordi, Vittorio Gassman e Nino Manfredi. Nasce come comico televisivo in una coppia storica con Raimondo Vianello, per poi approdare, in solitaria, nel mondo del cinema e diventare uno dei nostri attori più amati e popolari. Ha lavorato con i migliori registi italiani: Monicelli, Scola, Risi, Ferreri, Bertolucci. Scopriamo i migliori film di Ugo Tognazzi

I migliori film di Ugo Tognazzi

Tognazzi ha imposto una figura comica diversa in un cinema prettamente romano: l’uomo medio del Nord. Ha rappresentato il piccolo-borghese che ambisce a scalare le classi sociali, amante della vita e del sesso. I suoi personaggi sono vitali, esuberanti, spesso patetici e ridicoli, che hanno paura di invecchiare e vengono sopraffatti dall’emancipazione delle donne. Tra i colonelli della commedia italiana è quello che ha osato di più. Non ha mai avuto paura di provocare il pubblico con figure grottesche e partecipando a film trasgressivi per l’epoca. Nella vita era un uomo passionale amante della cucina e delle donne. A 30 anni dalla sua scomparsa scopriamo i 10 migliori film di Ugo Tognazzi.

Il federale (1961) di Luciano Salce

Tognazzi è uno zelante fascista incaricato di scortare a Roma un nemico del regime. È il suo primo ruolo da protagonista, da qui diventa un nome importante nel cinema italiano. Considerato fino ad allora solo un comico televisivo, per la prima volta interpreta un personaggio a tutto tondo.

La voglia matta (1962) di Luciano Salce

Un industriale quarantenne incontra per caso la giovane Catherine Spaak, e se ne invaghisce. Ma ben presto si accorgerà di essere ormai fuori tempo massimo. Il ritratto di un uomo illuso e patetico che non vuole invecchiare in un film simbolo degli anni 60.

I mostri (1963) di Dino Risi

Il film a episodi più importante del cinema italiano. In piccole storie, Tognazzi e Gassman si travestono, cambiano faccia e accento dando prova di grande virtuosismo. Un’immagine grottesca e deformata, per nulla rassicurante, dell’Italia del boom.

La vita agra (1964) di Carlo Lizzani

Tognazzi viene licenziato e decide di vendicarsi, facendo esplodere il grattacielo della sua società. Ma verrà corrotto dal benessere. Satira sui paradossi del boom economico in una Milano in trasformazione. Un film modernissimo di regia e sceneggiatura con un Tognazzi amaro.

In nome del popolo italiano (1971) di Dino Risi

Tognazzi è un giudice frustrato in lotta contro la corruzione dilagante che cerca in tutti in modi di incastrare l’industriale Gassman. Un film attualissimo sull’influenza della magistratura e sul malaffare italico. Una pellicola tesa dove i due duellano in una sfida di bravura.

La grande abbuffata (1973) di Marco Ferreri

Tognazzi è a capo di un gruppo di amici (Mastroianni, Noiret e Piccoli) che si chiudono in una villa con il proposito di suicidarsi in un’orgia di sesso e di cibo. Un film scandalo, oggetto di censure e polemiche. Un capolavoro sulla decadenza consumistica della società moderna. Un personaggio perfetto per Tognazzi.

Romanzo popolare (1974) di Mario Monicelli

Tognazzi è un operaio milanese, attivista sindacale che sposa la diciasettenne Ornella Muti. Ma quando lei si innamora di un carabiniere meridionale perde il senno. Un altro uomo in preda ai giudizi degli altri e alla perdita della sua mascolinità, nella Milano nebbiosa e periferica degli anni 70. Una delle sue migliori prove.

Amici miei (1975) di Mario Monicelli

Quattro inseparabili amici toscani cercano di affrontare la crisi di mezza età con scorribande e scherzi. Uno dei film più amati di sempre del cinema italiano. Il leader del gruppo è Tognazzi nel ruolo leggendario del Conte Mascetti, un nobile decaduto. È lui l’inventore della supercazzola. Un film allegro e malinconico che è entrato nella storia del costume.

Il vizietto (1978) di Edouard Molinaro

Quando il figlio di uno dei due dichiara di voler presentare loro la fidanzata ed i suoceri, due omossessuali tentano di nascondere la propria relazione. La prima commedia popolare che parla di omosessualità, diventando l’archetipo di tutte le commedie lgbt a venire. Un Tognazzi misurato e per nulla macchietta.

La tragedia di un uomo ridicolo (1981) di Bernardo Bertolucci

Tognazzi è un industriale sull’orlo del fallimento a cui viene sequestrato il figlio. Un giallo complesso e drammatico in cui l’attore è mattatore assoluto. Per la critica il miglior ruolo della sua carriera. Infatti vince la Palma d’oro come miglior attore al Festival di Cannes.

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